martedì 22 settembre 2026
Deficit, verdetto sul filo dei centesimi Oltre il 3% resta l’infrazione per l’Italia
Mario Sensini - Corriere della Sera - 40
Oggi l’Istat pubblicherà i dati definitivi sui conti nazionali del 2025 e stabilirà se il deficit di bilancio sia sceso o meno sotto alla soglia del 3% del prodotto interno lordo. Per il nostro Paese sarebbe importante perché significherebbe uscire dalla procedura d’infrazione per deficit eccessivo. Inoltre, avrebbe maggiori margini per la prossima legge di Bilancio. Se il deficit, invece, risultasse sopra o anche pari al 3% del Pil, le cose si complicherebbero e tornerebbe in discussione anche l’attivazione della clausola Ue per un extra deficit per l’energia e la difesa. La partita si gioca sul filo dei centesimi, non dei decimali del rapporto deficit/pil. Ad aprile l’Istat aveva calcolato un indebitamento netto del 3,07%, arrotondato al 3,1%. Per avere un risultato inferiore al 3%, serve almeno il 2,94% secondo le regole Ue. La distanza tra libertà di bilancio e un altro anno di ristrettezze è meno di due miliardi. (Ved. anche Il Sole 24 Ore: ‘Deficit, a rischio il 3%: in bilico le spese extra per energia e difesa’ - pag. 3)
Liti con il Fisco, l’effetto della riforma: in sei mesi ricorsi calati del 17%
Ivan Cimmarusti, Giovanni Parente - Il Sole 24 Ore - 2
Le misure deflattive del contenzioso varate nella legislazione iniziano a produrre effetti. Infatti i dati del primo semestre dell’anno del Dipartimento della Giustizia tributaria del Mef registrano una frenata delle liti fiscali. Tra gennaio e giugno sono arrivati 74.781 ricorsi di primo grado. Nello stesso periodo del 2025 erano stati 90.193, con una contrazione di poco più di 15 mila. La discesa è ancora più netta nell’ultimo semestre: nel secondo trimestre i nuovi ricorsi sono stati 34.535, contro i poco più di 40 mila dei primi tre mesi dell’anno. Il dato degli appelli nel semestre si presenta come stazionario rispetto a quello dello stesso periodo dello scorso anno. A diminuire non è solo il numero delle cause perché si riduce pure il loro peso economico. Nel primo semestre il valore dei nuovi ricorsi di primo grado passa da circa 9,4 miliardi del 2025 a 6,2 miliardi del 2026: 3,2 miliardi in meno.
Assegnazioni ed estromissioni, passaggio obbligato nel quadro RQ
Alessandra Caputo - Il Sole 24 Ore - 33
Il quadro RQ del modello Redditi 2026 accoglie le assegnazioni ai soci, le estromissioni e le trasformazioni agevolate. Per queste operazioni era prevista un’imposta sostitutiva dell’8% (10,5% per le società non operative), con aliquota del 13% sulle riserve in sospensione d’imposta annullate. Anche l’estromissione agevolata dei fabbricati strumentali delle ditte individuali va indicata nel quadro RQ del mod. Redditi PF 2026, con imposta sostitutiva dell’8%. La manovra 2026 ha riaperto le agevolazioni per operazioni da effettuare nel 2026, che saranno dichiarate nel mod. Redditi 2027. Nel quadro RQ trova spazio anche il nuovo affrancamento straordinario delle riserve, con imposta sostitutiva del 10% e versamento in quattro rate. Infine, nel Redditi SC 2026 si concretizza anche l’Ires premiale al 20%, collegata a utili accantonati, investimenti qualificati e incremento dell’occupazione realizzati nel 2025.
Modello 730 entro il 30 settembre Per i ritardatari la chance di Redditi Pf
Tonino Morina - Il Sole 24 Ore - 33
Ultimi giorni per l’invio della dichiarazione. Entro fine mese va presentato il modello 730/2026, per i redditi 2025. Per i ritardatari c’è la possibilità del modello Redditi PF 2026, che può essere presentato online entro il 2 novembre. I dipendenti e i pensionati, in possesso di determinati redditi, possono scegliere tra modello 730 precompilato e 730 ordinario. Il 730 va presentato entro il 30 settembre prossimo, direttamente all’Agenzia delle Entrate o al Caf o a un intermediario abilitato o al sostituto d’imposta. Entro il 26 ottobre è possibile presentare al Caf o agli intermediari abilitati il modello 730 integrativo.
Rinnovo del concordato, possibili nuovi soci
Giorgio Gavelli - Il Sole 24 Ore - 34
Per società di persone e studi associati, l’ingresso di nuovi soci può impedire l’adesione al Cpb 2026-2027 o farne cessare gli effetti, perché aumenta la platea tra cui viene distribuito il reddito concordato. Fa eccezione il subentro di due o più eredi per il decesso di un socio o associato, anche quando l’ingresso dipende dalla loro volontà. Una nuova deroga, valida dal biennio 2026-2027, riguarda chi rinnova il concordato: l’ingresso è ammesso se i nuovi soci nell’anno precedente avevano redditi di lavoro dipendente oppure redditi d’impresa o autonomi non superiori a 35 mila euro. Negli studi associati, l’ingresso di professionisti con partita Iva autonoma può inoltre attivare il meccanismo ‘all in all out’, con possibili conseguenze anche sui rinnovi. La riduzione del numero dei soci non incide sul concordato, salvo che resti solo un socio a proseguire l’attività.
Fisco, sportelli aperti più a lungo per contribuenti e professionisti
Cristina Bartelli - Il Sole 24 Ore - 35
Con una nota stampa l’Agenzia delle Entrate ha dato ufficialmente il via all’ampliamento degli orari di apertura al pubblico. Scopo del provvedimento è rafforzare l’assistenza e la consulenza a professionisti e contribuenti. La misura è di natura organizzativa prevedendo la rimodulazione flessibile dell’orario di lavoro di dipendenti che hanno offerto la loro disponibilità. Dunque, due pomeriggi a settimana nella formula presenza allo sportello e assistenza da remoto, nelle 160 sedi sparse sull’intero territorio nazionale. Apprezzamento per l’iniziativa ha espresso il presidente del Consiglio nazionale dei commercialisti, Elbano de Nuccio.(Ved. anche Italia Oggi: ‘Entrate, volontari al pomeriggio’ - pag. 25)
Conferimenti di quote, società di persone escluse dal realizzo controllato
Alessandro Germani - Il Sole 24 Ore - 36
L’Agenzia delle Entrate, con la risposta n. 176 di ieri, ha chiarito che un conferimento di controllo effettuato da soci persone fisiche di una holding a favore di una conferitaria da costituirsi in forma di società semplice non benefica del realizzo controllato per via dei limiti di tali società a livello di impianto contabile e redazione di bilancio, dovendosi quindi applicare il criterio del valore normale. Secondo l’Agenzia il conferimento deve avere ad oggetto azioni o quote in società, ovvero di società . (Ved. anche Italia Oggi: ‘Limiti al realizzo controllato’ - pag. 27)
Principi di valutazione rivisti
Raffaele Marcello - Italia Oggi - 23
Entrerà in vigore il prossimo 1°gennaio la nuova edizione 2026 dei Principi italiani di valutazione (Piv), emanati dall’Organismo italiano di valutazione. I Piv vengono aggiornati per avvicinarsi agli International Valuation Standards e rafforzano l’attenzione sul processo valutativo, sulla qualità delle informazioni e sulla responsabilità dell’esperto. Le 5 tipologie di incarico previste nel 2015 vengono ricondotte a 3: valutazione, fairness opinion e valuation review. Particolare attenzione viene riservata a piani, scenari, rischi e tassi, evitando che un tasso di attualizzazione elevato compensi previsioni poco attendibili. Dal 2027, quindi, la conformità ai Piv richiederà di poter ricostruire e verificare l’intero percorso valutativo, non soltanto il valore finale indicato nella relazione.
Web tax, minacce dagli Usa
Matteo Rizzo - Italia Oggi - 26
Gli Usa puntano il dito contro le web tax nazionali e preparano contromisure fiscali mirate verso i Paesi che colpiscono i colossi del web americani. A Washington è stato presentato il U.S. Innovation and Global Competitiveness Act of 2026, una proposta di legge che punta a penalizzare direttamente gli Stati che applicano la Digital Services Tax o prelievi ritenuti discriminatori nei confronti delle imprese americane. Il disegno di legge riduce la doppia imposizione sui profitti esteri, agevola il rientro della proprietà intellettuale negli Usa ed esclude dalla Beat le operazioni infragruppo ordinarie. Contestualmente, la proposta introduce una clausola di salvaguardia per i Paesi ad alta fiscalità, che esenta dalla Beat i pagamenti verso controllate estere soggette a un’aliquota effettiva di almeno il 18,9%. Tuttavia, la norma nega esplicitamente tale esenzione alle società ubicate nei Paesi che adottano una Dst o imposte settoriali contro le aziende americane.
Concordato preventivo, si parte
Giuliano Mandolesi - Italia Oggi - 27
Nel cassetto fiscale delle partite Iva, a breve, arriveranno le lettere dell’Agenzia delle Entrate di ‘autodiagnosi’ con i voti Isa 2024 per promuovere l’adesione al concordato preventivo biennale 2026-2027. Contestualmente le Entrate renderanno noti ai soli contribuenti che già hanno aderito al patto con il fisco gli eventuali costi del ravvedimento speciale per gli anni 2020-2023, strumento concesso solo per chi rinnoverà l’opzione al Cpb anche per i prossimi due anni. Con i calcoli in chiaro si parte con le valutazioni ed il conto alla rovescia per sottoscrivere il nuovo patto: entro il prossimo 2 novembre si dovrà manifestare l’adesione al concordato biennale e dal 1°gennaio 2027 si potranno attivare benefici del ravvedimento operoso versando la prima o unica rata delle sostitutive dovute per le annualità prescelte da ‘proteggere’.



