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giovedì 07 maggio 2026

Piano casa, stretta anti furbetti Dati al Fisco e stop ai benefici
Giuseppe Latour, Giovanni Parente - Il Sole 24 Ore - 7
Si attendono le ultime limature al Piano casa, prima della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Iniziano da subito a definirsi i contorni di una misura che contiene controlli anti furbetti. Controlli basati sulle comunicazioni dei dati e sugli incroci con le informazioni reddituali e patrimoniali già presenti nell’Anagrafe tributaria. Registi dell’operazione saranno i Comuni e l’Agenzia delle Entrate. L’obiettivo è evitare che soggetti privi dei requisiti, per redditi troppo elevati, accedano a immobili a canone calmierato. Le verifiche riguarderanno il terzo pilastro del Piano casa, quello relativo all’edilizia convenzionata. All’edilizia convenzionata potranno accedere coloro che sono sopra il limite Isee fissato per le case popolari, ma con un reddito troppo basso per accedere al mercato libero. Un mutuo o un affitto devono pesare oltre il 30% del reddito disponibile per rispettare i paletti fissati dal decreto.

Incentivi, riforma rinviata alla manovra Mimit contro Ragioneria
Carmine Fotina - Il Sole 24 Ore - 8
La riforma degli incentivi alle imprese ha creato tensioni tra Mimit e Ragioneria dello Stato. Il ministero delle Imprese sostiene che il decreto sia stato svuotato rispetto alla versione iniziale. La riforma puntava a semplificare gli incentivi e concentrare le risorse su strumenti più efficaci per le imprese. La Ragioneria ha però bloccato le norme sul trasferimento delle risorse al Fondo crescita sostenibile, rinviando tutto alla legge di Bilancio. Secondo il Mef, la scelta serve a tutelare i conti pubblici ed evitare criticità simili al superbonus. Per il Mimit, invece, il rinvio impedisce il vero riordino degli incentivi e aumenta la complessità normativa. Il ritardo rischia anche di compromettere una scadenza del Pnrr prevista entro giugno 2026.

Iperammortamento, la comunicazione in ritardo può rinviare un’annualità
Luca Gaiani - Il Sole 24 Ore - 33
Il decreto Mimit-Mef all’articolo 4 fa scattare il procedimento di iperammortamento dal periodo d’imposta in cui, oltre all’entrata in funzione del bene, è trasmessa la comunicazione di completamento e a condizione di aver ricevuto l’esito positivo delle verifiche da parte del Gse. Lo slittamento della comunicazione, anche per pochi giorni, all’anno successivo a quello di entrata in funzione, crea un disallineamento con l’ordinario procedimento di ammortamento fiscale che potrebbe essere evitato se si prevedesse una finestra temporale più ampia. La fruizione del nuovo iperammortamento si attua attraverso una maggiorazione extracontabile delle quote di ammortamento del bene. In pratica, oltre all’importo stanziato a conto economico e dedotto per derivazione, l’impresa inserisce nella dichiarazione una quota corrispondente all’ammortamento del 180% oppure al 100% oppure ancora al 50% del costo.

Accessi in azienda, focus sulla firma di autorizzazione
Laura Ambrosi, Antonio Iorio - Il Sole 24 Ore - 34
La Corte di cassazione, con l’ordinanza interlocutoria 8074/2026, ha rimesso alla pubblica udienza la verifica dell’allineamento con la sentenza Cedu Italgomme. La questione non può essere decisa in camera di consiglio. Oggetto del contendere è l’esistenza e la regolarità della delega di firma a favore del dipendente che ha sottoscritto un’autorizzazione all’accesso ai fini fiscali. La difesa del contribuente aveva eccepito la ‘carenza di potere’ del soggetto firmatario dell’autorizzazione all’accesso. Per accedere nel domicilio o nel luogo di lavoro del contribuente accertato occorre una precisa autorizzazione dell’autorità competente. Bisogna accertare se, alla luce dei principi Cedu, la questione della prova della delega di firma per l’autorizzazione assuma una nuova e più stringente rilevanza. La Corte ha optato per la massima garanzia del contraddittorio offerta dalla pubblica udienza. All’amministrazione finanziaria spetta il compito di provare validità ed efficacia della sottoscrizione.

Riscossione, flussi mensili su cartelle e rateazioni
Luigi Lovecchio - Il Sole 24 Ore - 35
Pubblicato il decreto delle Finanze che contiene le modalità e i contenuti dei flussi informativi che l’agente della riscossione deve inviare agli enti creditori. La riforma della riscossione assegna ad Agenzia delle Entrate-Riscossione compiti come notifica tempestiva delle cartelle, interruzione della prescrizione e trasmissione mensile dei dati. I flussi informeranno su notifiche, sgravi, rimborsi, riscossioni, sospensioni, rateazioni e procedure esecutive. Saranno evidenziate anche le attività relative ai carichi affidati dal 1°gennaio 2025 soggetti a discarico differito. La riforma introduce il discarico automatico dei crediti inesigibili dopo cinque anni dall’affidamento. Previste deroghe per anticipare il discarico o rinviare l’eliminazione dei crediti in presenza di procedure concorsuali, sospensioni o rateizzazioni agevolate.

Bonus aggiuntivo Zes unica, domande fino al 15 maggio
Roberto Lenzi - Il Sole 24 Ore - 36
Si avvicina la scadenza del 15 maggio per il bando Prima Work Programme 2026, il programma annuale del partenariato Prima, dedicato al finanziamento di progetti di ricerca e innovazione nella gestione delle risorse idriche, dei sistemi agricoli e delle filiere agroalimentari. I beneficiari sono consorzi transnazionali composti da organismi di ricerca, università, imprese e altri stakeholder dei Paesi partecipanti a Prima in linea con le regole di partecipazione previste. Entro il 15 maggio le imprese, dunque, devono inviare la comunicazione relativa al contributo aggiuntivo Zes unica 2025. L’invio della documentazione necessaria deve avvenire solo tramite i servizi online delle Entrate per fruire del tax credit supplementare. Destinatari di questa agevolazione sono coloro che hanno presentato la comunicazione integrativa rispettando il termine di metà maggio come ultimo passaggio per consolidare il diritto all’aiuto.

Bancomat più convenienti
Francesco Cerisano - Italia Oggi - 20
Un emendamento al decreto fiscale punta a prevedere, a partire dal prossimo 1°gennaio, l’obbligo per banche, Poste Italiane e per gli altri prestatori di servizi di pagamento di emettere esclusivamente carte di debito che includano almeno due distinti marchi di pagamento. Tale obbligo si applicherà anche in caso di rinnovo, sostituzione o duplicazione a qualsiasi titolo dello strumento di pagamento basato su carta di debito. L’Associazione bancaria italiana ha espresso giudizio positivo sulla misura destinata a realizzare una semplificazione delle abitudini di pagamento per i consumatori e un significativo risparmio per gli esercenti, costretti a pagare ai circuiti internazionali commissioni oscillanti da 2,3 a 3,3 volte quanto richiesto dai circuiti di pagamento nazionali.

Fisco, cartelle tracciate
Francesco Cerisano - Italia Oggi - 22
Il decreto del Mef datato 29 aprile impone ad Agenzia delle Entrate-Riscossione un flusso informativo costante verso gli enti creditori su cartelle, riscossioni, rateizzazioni, rimborsi e discarichi. Per Agenzia delle Entrate, Dogane, Demanio, Inps e Inail i dati dovranno essere trasmessi ogni 10 giorni. Saranno previsti anche controlli di congruità e comunicazioni correttive in caso di errori nei flussi inviati. Le nuove regole entreranno in vigore dal sesto mese successivo alla pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale. La misura punta a migliorare la gestione dell’enorme magazzino dei crediti affidata alla riscossione. Restano esclusi dal discarico automatico i carichi con sospensioni, procedure esecutive o accordi di rateizzazione e definizione agevolata.

Una retata di titolari effettivi
Matteo Rizzi - Italia Oggi - 23
Retata del Lussemburgo di titolari effettivi delle società. La procura del Granducato ha annunciato l’avvio, nelle prossime settimane, di controlli sistematici su tutto il territorio nazionale per verificare il rispetto degli obblighi legati al Registro dei titolari effettivi. Le verifiche interessano tutte e quattro le regioni di polizia del Paese e riguarderanno sia la correttezza delle informazioni comunicate al registro sia la presenza effettiva delle società presso gli indirizzi dichiarati come sede legale. Alla fine del 2025 risultavano registrate nel sistema oltre 168 mila entità giuridiche. L’operazione punta a rafforzare il controllo sulla trasparenza societaria in uno dei principali hub finanziari europei.

L’Isa basso non fa scudo
Andrea Bongi - Italia Oggi - 24
Accertamento induttivo legittimo in caso di punteggio Isa basso ed alto tenore di vita. La Corte di giustizia tributaria di primo grado di Padova, con la sentenza n. 75/2026 dello scorso 26 febbraio, ha respinto il ricorso di un contribuente che, nonostante un voto Isa insufficiente (pari a 4 su 10), un reddito dichiarato di soli 1.453 euro, sosteneva spese per un tenore di vita molto più elevate. Si chiude, dunque, a vantaggio del fisco l’ennesimo contenzioso tributario che vede protagonisti contribuenti con bassi punteggi di affidabilità fiscale. Oltre al punteggio Isa pari a 4, l’ufficio aveva messo in campo altre presunzioni di sostanziale inattendibilità delle scritture contabili che hanno di fatto messo fuori gioco il contribuente.






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