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Chiarimenti sulla disciplina agevolativa in materia di conversione in crediti d’imposta delle attività per imposte anticipate relative a perdite fiscali ed eccedenze ACE

L’Agenzia delle Entrate dedica la risoluzione n. 44/E del 28 giugno 2021 alla nuova disciplina agevolativa riguardante la trasformazione in crediti d’imposta delle ‘attività per imposte anticipate’ (DTA) - relative a perdite fiscali ed eccedenze ACE - a seguito della cessione di crediti pecuniari verso debitori inadempienti. Il decreto legge Sostegni-bis ha disposto che, qualora una società ceda a titolo oneroso, entro il 31 dicembre 2021, crediti pecuniari vantati nei confronti di debitori considerati inadempienti può trasformare in credito d’imposta le DTA - anche se non iscritte in bilancio - riferite ai seguenti componenti: (i)perdite fiscali non ancora computate in diminuzione del reddito imponibile ai sensi dell’articolo 74 del Tuir, alla data della cessione;
(ii)importo del rendimento nozionale eccedente il reddito complessivo netto di cui all’articolo 1, comma 4, del decreto legge 6 dicembre 2011 n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011 n. 214 (le c.d. eccedenze ACE), non ancora dedotto né fruito tramite credito d’imposta alla data della cessione.

Ai fini della trasformazione la norma la consente nei limiti del 20% del valore nominale dei crediti ceduti con un limite massimo di 2 miliardi di euro, per ciascuno degli anni 2020 e 2021, determinato tenendo conto di tutte le cessioni effettuate (rispettivamente, entro il 31 dicembre 2020 e il 31 dicembre 2021) dalle società tra loro legate da rapporti di controllo, ai sensi dell’articolo 2359 del Codice civile, e dalle società controllate, anche indirettamente, dallo stesso soggetto.
I crediti d’imposta derivanti dalla trasformazione, che avviene alla data di efficacia giuridica della cessione dei crediti, possono essere utilizzati, senza limiti di importo, in uno dei seguenti modi:

  • in compensazione ai sensi dell’art. 17 Dlgs 9 luglio 1997 n. 241;
  • mediante cessione, ai sensi dell’art. 43-bis o dall’art. 43-ter del Dpr 602/1973;
  • mediante richiesta di rimborso.
Inoltre, è previsto che i crediti d’imposta, da indicare nella dichiarazione dei redditi, non concorrono alla formazione del reddito d’impresa, né della base imponibile Irap.

Per avvalersi della facoltà di conversione è necessario esercitare l’opzione prevista dall’art. 11, comma 1, del Dl 3 maggio 2016 n. 59 per convertire le DTA e pagare il ‘canone DTA’. Tale canone, ove dovuto, va corrisposto annualmente a partire dal 2021 e fino all’esercizio in corso al 31 dicembre 2030. Il canone è pari all’1,5% dell’importo delle DTA convertibili in crediti di imposta eccedente rispetto alle imposte versate.

In merito alla norma in esame la circolare fornisce chiarimenti relativi agli aspetti sostanziali e procedurali della disciplina.
Con riferimento al profilo soggettivo della misura l’Agenzia ha precisato che tra i soggetti beneficiari dell’agevolazione trovano posto anche le società che operano nel settore industriale.
La facoltà di fruire dell’agevolazione è infatti riconosciuta a tutte le società che presentino perdite fiscali o eccedenze ACE non ancora computate a riduzione dell’imponibile. Le disposizioni in esame non si applicano, invece, a società per le quali sia stato accertato lo stato di dissesto o il rischio di dissesto ovvero lo stato di insolvenza e, parimenti, alle cessioni di crediti tra società tra loro legate da rapporti di controllo ed, ancora, a società controllate, anche indirettamente, dallo stesso soggetto.
L’Agenzia ha precisato che rientrano nell’ambito soggettivo di applicazione della misura, oltre alle società, anche tutti quei soggetti equiparati, ai fini fiscali, alle società di capitali.

Per quanto concerne il profilo oggettivo della misura, si chiarisce la nozione di ‘inadempimento’ dettata nel comma 5 dell’art. 44-bis, al fine di individuare i crediti la cui cessione assume rilevanza per la trasformazione delle DTA in crediti d’imposta.
Il citato comma 5 fornisce una specifica definizione di ‘debitore inadempiente’ stabilendo che ‘si ha inadempimento quando il mancato pagamento si protrae per oltre 90 giorni dalla data in cui era dovuto’. Ciò comporta che l’inadempimento debba intendersi riferito al singolo credito e, dunque, alla posizione del debitore limitatamente al singolo rapporto, così escludendo che un unico credito non adempiuto nei 90 giorni dalla sua scadenza renda tout court inadempiente il debitore in relazione alla generalità dei suoi rapporti nei confronti sia di quel medesimo creditore sia degli altri creditori.

L’Amministrazione finanziaria evidenzia che la definizione del comma 5 richiede l’esistenza, antecedentemente alla cessione, del fatto ‘storico’ dell’omesso pagamento del credito (per oltre 90 giorni dopo la scadenza), a prescindere dalle vicende successive (non estintive) che hanno interessato quel rapporto creditorio (come, ad esempio, la successiva modifica del termine di pagamento).

La circolare, poi, fa chiarezza riguardo alle modalità di determinazione della base di commisurazione del canone eventualmente dovuto per effetto dell’opzione e, in particolare, se considerare anche le imposte anticipate calcolate sulle svalutazioni dei crediti ex art. 106, comma 1, del Tuir, riprese a tassazione.
Al riguardo, il comma 3 dell’art. 44-bis prescrive che:

  • la trasformazione delle attività per imposte anticipate in crediti d’imposta è condizionata all’esercizio, da parte della società cedente, dell’opzione di cui all’art. 11, comma 1, del Dl n. 59/2016;
  • l’opzione, qualora non sia già stata esercitata, deve essere operata tramite la comunicazione di cui al punto 1 del Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 22 luglio 2016, entro la chiusura dell’esercizio in corso alla data in cui ha effetto la cessione dei crediti;
  • ai fini dell’applicazione del citato art. 11 del Dl n. 59/2016, nell’ammontare delle attività per imposte anticipate sono comprese anche le attività per imposte anticipate trasformate in crediti d’imposta ai sensi del medesimo art. 44-bis.
L’opzione comporta l’obbligo di pagamento di un canone annuo (qualora dovuto) per ciascun esercizio di applicazione, pari all’1,5% della differenza tra l’ammontare delle attività per imposte anticipate e le imposte versate, come risultante alla data di chiusura dell’esercizio precedente.

Con riferimento all’ammontare delle attività per imposte anticipate in canone va determinato, ogni anno, sommando algebricamente:

  1. la differenza, positiva o negativa, tra le ‘DTA qualificate’ iscritte in bilancio alla fine dell’esercizio per il quale si deve determinare il canone, e quelle iscritte alla fine dell’esercizio in corso al 31 dicembre 2007;
  2. l’importo delle DTA qualificate nel frattempo trasformate in crediti d’imposta.

In merito alle modalità di esercizio dell’opzione e di determinazione del canone da versare, occorre fare riferimento alle previsioni contenute nel citato provvedimento attuativo delle disposizioni di cui all’art. 11 del Dl 59/2016 e ai chiarimenti forniti con la circolare n. 32/E/2016. Ciò comporta che, per attività per imposte anticipate che rientrano nell’ambito di applicazione dell’art. 11, definite ‘DTA qualificate’, si intendono le attività per imposte anticipate iscritte in bilancio relative, cioè:

  • a svalutazioni e perdite su crediti non ancora dedotte dal reddito imponibile ai sensi del comma 3 dell’art. 106 del Tuir;
  • alle rettifiche di valore nette per deterioramento dei crediti non ancora dedotte dalla base imponibile dell’Irap, ai sensi degli articoli 6 e 7 del Dlgs n. 446/1997;
  • al valore dell’avviamento e delle altre attività immateriali, i cui componenti negativi sono deducibili in più periodi d’imposta ai fini delle imposte sui redditi e dell’Irap.
Inoltre, in base al comma 3 dell’art. 44-bis, nell’ammontare delle attività per imposte anticipate vanno ricomprese anche le attività per imposte anticipate trasformate in crediti d’imposta ai sensi del medesimo art. 44-bis, calcolate sulle perdite fiscali pregresse e sulle eccedenze ACE.
Pertanto, ai fini della determinazione della base di commisurazione del canone l’Agenzia ritiene che le imposte anticipate calcolate sulle svalutazioni effettuate ai sensi dell’art. 106, comma 1, del Tuir, riprese a tassazione, non devono essere considerate ai fini del calcolo del canone dovuto, in quanto non rientranti tra quelle ‘qualificate’ ai sensi dell’art. 2, commi da 55 a 57, del decreto legge n. 225/2010, né ai sensi del medesimo art. 44-bis.

Ulteriore chiarimento riguarda l’eventualità che il contribuente provveda ad una trasmissione tardiva (oltre il 31 dicembre 2020) della comunicazione finalizzata all’esercizio dell’opzione, con le modalità di cui all’art. 11 del Dl 59/2016, in assenza di obbligo di versamento del canone.
Al riguardo le Entrate chiariscono che la disciplina agevolativa in commento rientra nell’ambito applicativo dell’istituto della ‘remissio in bonis’. Pertanto, in caso di mancato invio nei termini della predetta comunicazione, il contribuente può esercitare l’opzione prevista anche successivamente (purché entro il termine di presentazione della prima dichiarazione dei redditi utile) mediante l’inoltro della comunicazione, tramite Pec, alla Direzione regionale dell’Agenzia delle Entrate territorialmente competente, provvedendo anche a versare la sanzione in misura fissa pari a 250 euro.
Ciò, naturalmente, a condizione che il contribuente risulti in possesso dei ‘requisiti sostanziali’ richiesti dalle norme di riferimento, già alla data originaria di scadenza del termine previsto per il perfezionamento dell’opzione, ed abbia tenuto, successivamente alla cessione dei crediti, un comportamento coerente con la disciplina agevolativa.

Al riguardo, l’Agenzia precisa come, in base al tenore letterale della norma, il diritto a fruire del credito d’imposta maturi già a decorrere dalla data di efficacia giuridica della cessione dei crediti deteriorati, indipendentemente dalla data di esercizio dell’opzione stessa, o dall’eventuale versamento dovuto del relativo canone.
Tuttavia, occorre considerare che, per effetto di quanto previsto dal comma 3, il diritto alla fruizione del credito d’imposta nasce, in ogni caso, ‘condizionato’ all’esercizio dell’opzione che va effettuata ‘entro la chiusura dell’esercizio in corso alla data in cui ha effetto la cessione dei crediti’ . Si ritiene, pertanto, che la trasmissione della Pec entro il termine previsto rientri tra quegli adempimenti che, sebbene abbiano ‘natura formale’ sono comunque richiesti al fine di dare attuazione alla misura in esame. Ne deriva che, in assenza dell’esercizio dell’opzione la società decade dal diritto a fruire dell’agevolazione.

Con l’istituto della remissione in bonis è possibile evitare che mere dimenticanze relative a comunicazioni o ad adempimenti formali non eseguiti tempestivamente precludano al contribuente, in possesso dei requisiti sostanziali, la possibilità di fruire di benefici fiscali o di regimi opzionali.
La norma intende salvaguardare la scelta operata dal contribuente ‘in buona fede’ che presenta la comunicazione ovvero assolve l’adempimento richiesto tardivamente, ed è strutturata in modo tale da sanare quei soli comportamenti che non abbiano prodotto danni per l’erario, nemmeno in termini di pregiudizio all’attività di accertamento.
Inoltre la norma presuppone che il contribuente abbia tenuto un comportamento coerente con il regime opzionale prescelto ovvero con il beneficio fiscale di cui intende fruire ed abbia soltanto omesso l’adempimento formale normativamente richiesto, che viene posto in essere successivamente. L’ambito di applicazione dell’istituto della remissione in bonis, pertanto, è circoscritto alla fruizione di benefici di natura fiscale, subordinati all’obbligo di preventiva comunicazione o di altro adempimento di carattere formale, purché tali adempimenti formali siano previsti a pena di decadenza dal beneficio o dal regime opzionale.


(Vedi risoluzione n. 44 del 2021)

Istituzione dei codici tributo per il versamento degli importi dovuti a seguito dell’adozione degli atti di recupero dei contributi a fondo perduto non spettanti
Al fine di sostenere i soggetti colpiti dalla pandemia da Covid-19 il decreto legge Rilancio ha riconosciuto un contributo a fondo perduto a favore degli esercenti attività d’impresa e di lavoro autonomo e di reddito agrario. L’Agenzia delle Entrate è tenuta a recuperare il contributo non spettante o parzialmente non spettante e irrogherà le sanzioni dovute applicando pure gli interessi di legge. Per consentire il versamento degli importi in parola l’Amministrazione finanziaria, con la risoluzione n. 45/E del 7 luglio 2021, ha istituito i codici tributo da utilizzare per mezzo del modello di versamento ‘F24 Versamenti con elementi identificativi’ (F24 ELIDE). I nuovi codici tributo sono: ‘7500’ denominato ‘Recupero contributi a fondo perduto erogati dall’Agenzia delle Entrate in relazione all’emergenza Covid-19 - contributo’; ‘7501’ denominato ‘Recupero contributi a fondo perduto erogati dall’Agenzia delle Entrate in relazione all’emergenza Covid-19 - interessi’; ‘7502’ denominato ‘Recupero contributi a fondo perduto erogati dall’Agenzia delle Entrate in relazione all’emergenza Covid-19 - sanzioni’.
(Vedi risoluzione n. 45 del 2021)

Istituzione del codice tributo per l’utilizzo in compensazione del credito d’imposta per il rafforzamento patrimoniale delle imprese di medie dimensioni
Per consentire l’utilizzo in compensazione del credito d’imposta istituito dall’articolo 26, comma 8, del decreto legge Rilancio in favore delle società per il rafforzamento patrimoniale delle imprese di medie dimensioni, l’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 46/E del 12 luglio 2021, ha istituito il codice tributo ‘6943’ denominato ‘Credito d’imposta per il rafforzamento patrimoniale delle imprese di medie dimensioni - società - art. 26, comma 8, Dl n. 34/2020’. Il credito d’imposta in argomento è utilizzabile tramite modello F24 esclusivamente con i servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate.
(Vedi risoluzione n. 46 del 2021)

Istituzione del codice tributo per l’utilizzo delle agevolazioni a favore delle imprese e dei professionisti localizzati nella ZFU del centro Italia colpita dagli eventi sismici del 2016
Il decreto Agosto ha modificato le disposizioni relative alle agevolazioni a favore delle imprese e dei professionisti localizzati nella zona franca urbana (ZFU) istituita nei comuni delle regioni Lazio, Umbria, Marche e Abruzzo colpiti dagli eventi sismici del 2016. L’articolo 57, comma 6, ha disposto la proroga per gli anni 2021 e 2022 del periodo di fruizione delle agevolazioni già concesse ai beneficiari dei precedenti bandi e per estendere le agevolazioni alle imprese e ai professionisti che, entro il 31 dicembre prossimo, intraprendono una nuova attività all’interno delle ZFU. Per consentire l’utilizzo in compensazioni di tali agevolazioni, tramite il modello F24, l’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 47/E del 13 luglio 2021, ha istituito il seguente codice tributo: ‘Z164’ denominato ‘ZFU CENTRO ITALIA - Agevolazioni alle imprese e ai titolari di reddito da lavoro autonomo per riduzione versamenti - art. 57, comma 6, del decreto legge n. 104/2020’.
(Vedi risoluzione n. 47 del 2021)

Soppressione del codice tributo 6918
L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 43/E del 22 giugno 2021, ha disposto, a decorrere dal 1°luglio 2021, la soppressione del codice tributo 6918 denominato ‘Credito d’imposta per l’adeguamento degli ambienti di lavoro’ di cui all’articolo 120 del decreto Rilancio. L’eliminazione è motivata dal fatto che il credito d’imposta in parola è utilizzabile esclusivamente in compensazione dal 1°gennaio al 30 giugno 2021.
(Vedi risoluzione n. 43 del 2021)

Chiarimenti su detrazioni, deduzioni e crediti d’imposta per la compilazione dei modelli 730 e Redditi 2021 e per l’apposizione del visto di conformità per l’anno d’imposta 2020

Con la corposa circolare n. 7/E del 25 giugno 2021 l’Agenzia delle Entrate fornisce chiarimenti a professionisti e Caf in merito alle disposizioni da osservare ai fini della presentazione delle dichiarazioni dei redditi. Il documento analizza le norme che disciplinano l’applicazione delle detrazioni e delle deduzioni di spesa. Pensiamo alle spese sanitarie, ai crediti d’imposta e contributi, alle agevolazioni. Di fatto l’Amministrazione finanziaria ha disposto una ‘Raccolta’ con le regole per la corretta compilazione dei modelli 730 e Redditi 2021. Raccolta in quanto analizza le disposizioni normative e le indicazioni di prassi riguardanti ritenute, oneri detraibili e deducibili, crediti di imposta, anche sotto il profilo degli obblighi di produzione documentale da parte del contribuente. Si tratta di un lavoro svolto dall’Agenzia delle Entrate in collaborazione con la Consulta nazionale dei Caf che vuole essere uno strumento a sostegno degli operatori del settore, dei professionisti e della stessa Amministrazione finanziaria.

La ‘Raccolta’ tiene conto delle novità normative intervenute nel corso dell’anno d’imposta 2020. Al fine di consentirne una più agevole consultazione, viene confermata l’esposizione argomentativa per paragrafi che segue l’ordine dei quadri relativi al mod. 730/2021 e che consente di individuare rapidamente i chiarimenti di interesse.

I singoli paragrafi sono strutturati in modo autonomo e indipendente, al fine di consentire ai professionisti di selezionare le questioni di interesse, senza dover consultare l’intero compendio. L’Agenzia ha ritenuto, infatti, preminente l’esigenza di semplificare e velocizzare la consultazione dei paragrafi, vista anche la varietà degli argomenti trattati.

La circolare richiama anche i documenti di prassi ancora attuali e fornisce chiarimenti non solo tenendo conto delle modifiche normative intervenute, ma anche delle risposte ai quesiti posti dai contribuenti in sede di interpello o di consulenza giuridica.

Il documento contiene pure l’elencazione della documentazione, comprese le dichiarazioni sostitutive, che i contribuenti sono chiamati ad esibire e che i Caf o i professionisti abilitati devono verificare, al fine dell’apposizione del visto di conformità, e conservare.

Naturalmente la circolare si sofferma con la dovuta attenzione sulla disciplina relativa agli interventi per il recupero edilizio coordinata con il Superbonus al 110% e sui nuovi modelli di autocertificazione che il contribuente è obbligato a presentare. Oltre alla maxi-detrazione per gli interventi di efficientamento energetico e di messa in sicurezza sismica ampio spazio viene concesso al ‘bonus facciate’ che garantisce una detrazione del 90%.

Ma la novità che contraddistingue questa nuova stagione dichiarativa è rappresentata dalla tracciabilità delle spese che danno diritto alla detrazione degli oneri previsti dall’articolo 15 del Tuir. Se, infatti, per gli acquisti in farmacia o per le visite mediche anche specialistiche effettuate presso strutture pubbliche o private accreditate al Servizio Sanitario Nazionale la detraibilità è assicurata anche con pagamenti in contanti, non è così per le altre spese detraibili sempre previste dal citato articolo 15. Solo con pagamenti ‘tracciabili’ è possibile per le spese effettuate accedere alla detrazione del 19%. La tracciabilità può anche essere attestata mediante annotazione in fattura, ricevuta fiscale o documento commerciale. In mancanza di ciò, il contribuente dovrà esibire la ricevuta del versamento bancario o postale, la ricevuta del pagamento effettuato con carta di debito o di credito, l’estratto conto, la copia del bollettino postale o del Mav e dei pagamenti con PagoPa o con applicazione via smartphone tramite Istituti di moneta elettronica autorizzati.

Bastano, invece, a soddisfare i requisiti di tracciabilità le ricevute quietanzate rilasciate dalle banche relative alle rate di mutuo pagate. Le ricevute possono essere usate per la detrazione delle spese per interessi passivi.

La circolare non trascura lo stato d’emergenza dovuto al Covid-19 e le misure approvate sulla detassazione dei canoni di locazione ad uso abitativo non percepiti. La detassazione richiede, tuttavia, che sia comprovata dall’intimazione di sfratto per morosità o dall’ingiunzione di pagamento.

A questa semplice introduzione sui temi trattati dal ‘Racconto’ fa seguito il Sommario che consentirà ai nostri lettori di individuare gli argomenti d’interesse e le relative pagine trattate nel documento di prassi amministrativa.

  • Il rilascio del visto di conformità (Pag. 9);
  • Redditi e ritenute certificati dai sostituti d’imposta e indicati in dichiarazione (Pag. 19);
  • Oneri e spese per i quali spetta una detrazione dall’imposta lorda (Quadro E) (Pag. 25);
  • Spese sanitarie (Pag. 38);
  • Spese sanitarie (Pag. 44)
  • Spese sanitarie relative a patologie esenti dalla partecipazione alla spesa sanitaria pubblica (Pag. 64)
  • Spese sanitarie per familiari non a carico affetti da patologie esenti (Pag. 66)
  • Spese sanitarie per persone con disabilità (Pag. 68)
  • Spese per l’acquisto di veicoli per persone con disabilità (Pag. 74)
  • Spese per acquisto cane guida (Pag. 87)
  • Rateizzazione spese sanitarie (Pag. 89)
  • Interessi passivi per mutui (Pag. 90)
  • Interessi per mutui ipotecari per l’acquisto dell’abitazione principale (Pag. 94)
  • Interessi relativi a mutui ipotecari stipulati prima del 1993 per l’acquisto di altri immobili (Pag. 112)
  • Interessi relativi a mutui contratti nel 1997 per recupero edilizio (Pag. 115)
  • Interessi relativi a mutui ipotecari per la costruzione dell’abitazione principale (Pag. 118)
  • Interessi relativi a prestiti o mutui agrari (Pag. 125)
  • Spese di istruzione non universitarie (Pag. 127)
  • Spese di istruzione universitaria (Pag. 132)
  • Spese funebri (Pag. 143)
  • Spese sostenute per gli addetti all’assistenza personale (Pag. 145)
  • Spese per attività sportive praticate dai ragazzi (Pag. 148)
  • Spese per l’intermediazione immobiliare (Pag. 151)
  • Canoni di locazione sostenuti da studenti universitari fuori sede (Pag. 155)
  • Erogazioni liberali in denaro a popolazioni colpite da calamità pubbliche o da altri eventi straordinari (Pag. 160)
  • Erogazioni liberali in denaro effettuate a favore delle società e associazioni sportive dilettantistiche (Pag. 162)
  • Contributi associativi alle società di mutuo soccorso (Pag. 164)
  • Erogazioni in denaro alla Fondazione La Biennale di Venezia (Pag. 166)
  • Spese relative ai beni soggetti a regime vincolistico (Pag. 168)
  • Erogazioni liberali a favore delle attività culturali ed artistiche (Pag. 172)
  • Erogazioni liberali a favore degli enti dello spettacolo (Pag. 176)
  • Erogazioni liberali in denaro a favore di fondazioni operanti nel settore musicale (Pag. 178)
  • Spese veterinarie (Pag. 180)
  • Spese sostenute dai sordi per i servizi di interpretariato (Pag. 183)
  • Erogazioni liberali a favore degli istituti scolastici di ogni ordine e grado (Pag. 185)
  • Contributi versati per il riscatto del corso di laurea dei familiari a carico (Pag. 188)
  • Spese sostenute dai genitori per pagare le rette relative alla frequenza di asili nido (Pag. 190)
  • Erogazioni liberali in denaro al Fondo per l’ammortamento dei titoli di Stato (Pag. 192)
  • Premi di assicurazione (Pag. 194)
  • Premi relativi alle assicurazioni sulla vita e contro gli infortuni (Pag. 196)
  • Premi relativi alle assicurazioni finalizzate alla tutela delle persone con disabilità grave (Pag. 198)
  • Premi relativi alle assicurazioni aventi per oggetto il rischio di non autosufficienza nel compimento degli atti della vita quotidiana (Pag. 200)
  • Spese sostenute per l’acquisto degli abbonamenti ai servizi di trasporto pubblico locale, regionale e interregionale (Pag. 204)
  • Premi relativi alle assicurazioni aventi per oggetto il rischio di eventi calamitosi (Pag. 208)
  • Spese sostenute in favore dei minori o di maggiorenni con disturbo specifico dell’apprendimento (DSA) (Pag. 210)
  • Erogazioni liberali in denaro a favore delle ONLUS, delle iniziative umanitarie, religiose o laiche (Pag. 213)
  • Erogazioni liberali in denaro a favore dei partiti politici (Pag. 216)
  • Erogazioni liberali in denaro o natura a favore delle ONLUS e delle associazioni di promozione sociale (Pag. 219)
  • Erogazioni liberali in favore dello Stato, delle regioni, degli enti locali territoriali, di enti o istituzioni pubbliche, di fondazioni e associazioni legalmente riconosciute senza scopo di lucro, compresi gli enti religiosi civilmente riconosciuti, per Covid-19 (Pag. 223)
  • Erogazioni liberali a favore delle organizzazioni del volontariato (Pag. 228)
  • Premi per rischio eventi calamitosi per assicurazioni stipulate contestualmente alla cessione del credito d’imposta relativo agli interventi Sisma bonus al 110% ad un’impresa di assicurazione (Pag. 231)
  • Spese per canoni di leasing di immobile da adibire ad abitazione principale (Pag. 235)
  • Oneri e spese per i quali spetta una deduzione dal reddito complessivo (Pag. 239)
  • Contributi previdenziali e assistenziali (Pag. 243)
  • Assegno periodico corrisposto al coniuge (Pag. 246)
  • Contributi per gli addetti ai servizi domestici e familiari (Pag. 249)
  • Contributi ed erogazioni a favore di istituzioni religiose (Pag. 253)
  • Spese mediche e di assistenza specifica per le persone con disabilità (Pag. 256)
  • Contributi versati ai fondi integrativi del Servizio Sanitario Nazionale (Pag. 260)
  • Contributi, donazioni e oblazioni erogate alle ONG riconosciute idonee che operano nel campo della cooperazione con i Paesi in via di sviluppo (Pag. 262)
  • Erogazioni liberali in denaro o in natura a favore di alcune fondazioni e associazioni riconosciute (Pag. 265)
  • Erogazioni liberali in denaro a favore di enti universitari, di ricerca pubblica e vigilati, nonché degli enti parco regionali e nazionali (Pag. 267)
  • Erogazioni liberali, donazioni e altri atti a titolo gratuito a favore di trust o fondi speciali (Pag. 269)
  • Contributi versati dai lavoratori in quiescenza a casse di assistenza sanitaria aventi esclusivamente fini assistenziali (Pag. 271)
  • Altri oneri deducibili (Pag. 273)
  • Contributi e premi per forme pensionistiche complementari e individuali (Pag. 276)
  • Spese per l’acquisto o la costruzione di abitazioni date in locazione (Pag. 282)
  • Somme restituite al soggetto erogatore in periodi di imposta diversi da quello in cui sono state assoggettate a tassazione (Pag. 287)
  • Erogazioni liberali in denaro o in natura in favore delle ONLUS, delle organizzazioni di volontariato e delle APS (Pag. 289)
  • Spese per interventi di recupero del patrimonio edilizio, Sisma bonus, Bonus verde e Bonus facciate (Pag. 293)
  • Aspetti generali (Pag. 293)
  • Soggetti che possono fruire della detrazione (Pag. 293)
  • Trasferimento della detrazione (Pag. 301)
  • Adempimenti e documentazione necessaria per fruire dell’agevolazione (Pag. 304)
  • Intestazione dei documenti di spesa (Pag. 308)
  • Limite di detraibilità (Pag. 310)
  • Cumulabilità con altre agevolazioni (Pag. 313)
  • Interventi che danno diritto alla detrazione (Pag. 313)
  • Titoli abilitativi (Pag. 333)
  • Acquisto di unità immobiliare facente parte di fabbricati interamente ristrutturati (Pag. 335)
  • Alternative alla fruizione diretta della detrazione: cessione del credito o contributo sotto forma di sconto (Pag. 339)
  • Sisma bonus (Pag. 339)
  • Acquisto di case antisismiche (Pag. 345)
  • Bonus verde (Pag. 352)
  • Interventi finalizzati al recupero o al restauro delle facciate degli edifici esistenti - Bonus facciate (Pag. 355)
  • Riscatto periodi non coperti da contribuzione (Pag. 368)
  • Acquisto e posa in opera di infrastrutture di ricarica dei veicoli alimentati ad energia elettrica (Pag. 371)
  • Spese per l’arredo degli immobili ristrutturati - Bonus mobili (Pag. 375)
  • Spese per l’arredo degli immobili giovani coppie (Pag. 384)
  • IVA per acquisto abitazione classe energetica A o B (Pag. 385)
  • Spese per interventi finalizzati al risparmio energetico - Eco bonus (Pag. 386)
  • Interventi di riqualificazione energetica di edifici esistenti (Pag. 396)
  • Interventi sull’involucro degli edifici esistenti (Pag. 399)
  • Installazione di pannelli solari (Pag. 401)
  • Sostituzione di impianti di climatizzazione invernale (Pag. 403)
  • Acquisto e posa in opera di schermature solari (Pag. 407)
  • Acquisto e posa in opera di impianti dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili (Pag. 408)
  • Acquisto, installazione e messa in opera di dispositivi multimediali per controllo da remoto - Building Automation (Pag. 410)
  • Interventi sull’involucro di parti comuni degli edifici condominiali esistenti (Pag. 412)
  • Interventi sulle parti comuni di edifici di riqualificazione energetica e misure antisismiche con passaggio ad una o a due classi di rischio inferiore (Pag. 414)
  • Superbonus (Pag. 439)
  • Aspetti generali (Pag. 439)
  • Soggetti che possono fruire della detrazione (Pag. 440)
  • Ambito oggettivo (Pag. 445)
  • Interventi agevolabili (Pag. 450)
  • Altre spese ammissibili al Superbonus (Pag. 461)
  • Detrazione spettante (Pag. 462)
  • Trasferimento inter vivos o mortis causa dell’immobile (Pag. 464)
  • Cumulabità con altre agevolazioni (Pag. 465)
  • Alternative alla fruizione diretta della detrazione: cessione del credito o contributo sotto forma di sconto (Pag. 466)
  • Adempimenti (Pag. 468)
  • Detrazioni per canoni di locazione relativi ad alloggi adibiti ad abitazione principale (Pag. 478)
  • Detrazione per gli inquilini di alloggi adibiti ad abitazione principale (Pag. 480)
  • Detrazione per alloggi locati con contratti in regime convenzionale (Pag. 481)
  • Detrazione per canoni di locazione spettanti ai giovani per abitazione principale (Pag. 483)
  • Detrazione per lavoratori dipendenti che trasferiscono la residenza per motivi di lavoro (Pag. 485)
  • Detrazione per le spese di mantenimento dei cani guida (Pag. 487)
  • Borsa di studio assegnata dalle regioni o dalle province autonome di Trento e Bolzano (Pag. 488)
  • Donazioni effettuate all’ente ospedaliero ‘Ospedale Galliera’ di Genova (Pag. 489)
  • Credito d’imposta Bonus vacanze (Pag. 490)
  • Versamenti in acconto e riporto dell’eccedenza dalla precedente dichiarazione dei redditi (Pag. 495)
  • Credito d’imposta per il riacquisto della prima casa (Pag. 501)
  • Credito d’imposta per canoni di locazione non percepiti (Pag. 506)
  • Credito d’imposta per il reintegro delle anticipazioni sui fondi pensione (Pag. 508)
  • Credito d’imposta per i redditi prodotti all’estero (Pag. 510)
  • Credito d’imposta per gli immobili colpiti dal sisma in Abruzzo (Pag. 513)
  • Abitazione principale (Pag. 515)
  • Altri immobili (Pag. 516)
  • Credito d’imposta per l’incremento dell’occupazione (Pag. 517)
  • Credito d’imposta per le erogazioni liberali a sostegno della cultura (Art bonus) (Pag. 518)
  • Credito d’imposta per le erogazioni liberali a sostegno della scuola (School bonus) (Pag. 523)
  • Credito d’imposta per negoziazione e arbitrato (Pag. 525)
  • Credito d’imposta mediazioni per la conciliazione di controversie civili e commerciali (Pag. 527)
  • Credito d’imposta APE (Pag. 529)
  • Credito d’imposta per monopattini elettrici e servizi di mobilità elettrica (Pag. 531)
  • ALLEGATO (Pag. 532)

(Vedi circolare n. 7 del 2021)






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