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Detrazione per interventi di efficientamento e di riduzione del rischio sismico degli edifici, nonché opzione per la cessione o per lo sconto in luogo della detrazione previste dagli articoli 119 e 121 del decreto Rilancio - Ulteriori chiarimenti

L’Agenzia delle Entrate, con la circolare n. 23/E del 23 giugno 2022, ripercorre i chiarimenti forniti, negli ultimi mesi, alle istanze di interpello sulla disciplina del Superbonus che nel frattempo il legislatore ha modificato. Il documento di prassi amministrativa costituisce un documento riassuntivo completo delle ultime novità che hanno interessato il Superbonus per gli interventi di efficientamento energetico e/o di riduzione del rischio sismico.

Come oramai noto, ad introdurre il Superbonus al 110% è stato il decreto legge Rilancio che nel tempo è stato oggetto di diversi interventi normativi di modifica.

Considerata la complessità delle disposizioni introdotte dal decreto in parola, sul sito dell’Agenzia delle Entrate è stata inserita un’apposita area tematica nella quale sono disponibili i link per l’accesso, oltre che a risoluzioni e circolari della stessa Amministrazione finanziaria, ai vari comunicati stampa, ai provvedimenti direttoriali, alla guida operativa, alle Faq ed ai pareri pubblicati in risposta ad interpelli presentati dai contribuenti.

Come anticipato con questa circolare l’Agenzia delle Entrate riassume i chiarimenti sul Superbonus, sentiti il Ministero dello Sviluppo economico, l’Ente Nazionale per l’Energia e l’Ambiente (Enea) e la Commissione consultiva per il monitoraggio dell’applicazione del dm 28 febbraio 2017 n. 58 e delle linee guida ad esso allegate, costituita presso il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, attraverso le numerose risposte alle istanze di interpello dei contribuenti e i commenti alle modifiche normative che hanno interessato gli articoli 119 e 121 del decreto Rilancio.

La circolare illustra la disciplina del Superbonus applicabile in base alle diverse tipologie di soggetti beneficiari, degli edifici interessati dagli interventi e delle spese ammesse all’agevolazione. Naturalmente si apportano chiarimenti sulla disciplina dello sconto in fattura o della cessione del credito d’imposta.

Non sono oggetto di trattazione, invece, le novità in materia di opzione per lo sconto/cessione introdotte dal decreto legge n. 50/2022, ovvero dal decreto ‘Aiuti’, in corso di conversione.

Come già evidenziato il Superbonus, disciplinato dagli articoli 119 e 121 del decreto Rilancio, è stato oggetto di diverse modifiche normative ad opera del decreto Agosto, della legge di Bilancio 2021, del decreto legge n. 59/2021, del decreto legge n. 77/2021 e, da ultimo, della legge di Bilancio 2022.

Per effetto delle modifiche normative, la maxi-detrazione si applica alle spese sostenute entro il:

  • 30 giugno 2022 dalle associazioni e società sportive dilettantistiche iscritte nel registro, limitatamente ai lavori destinati ai soli immobili o parti di immobili adibiti a spogliatoi;
  • 30 giugno 2022 per gli interventi effettuati su unità immobiliari dalle persone fisiche al di fuori dell’esercizio di attività di impresa, arte o professione, ovvero per le spese sostenute entro il 31 dicembre 2022, a condizione che alla data del 30 settembre 2022 siano stati effettuati lavori per almeno il 30% dell’intervento complessivo, nel cui computo possono essere compresi anche i lavori non agevolati ai sensi dell’art. 119 del decreto Rilancio;
  • 30 giugno 2023 dagli IACP comunque denominati nonché dagli enti aventi le stesse finalità sociali dei predetti istituti, istituiti nella forma di società che rispondono ai requisiti della legislazione europea in materia di ‘in house providing’, per gli interventi di risparmio energetico e dalle cooperative di abitazione a proprietà indivisa ovvero per le spese sostenute entro il 31 dicembre 2023, a condizione che alla data del 30 giugno 2023 siano stati effettuati lavori per almeno il 60% dell’intervento complessivo;
  • 31 dicembre 2025 dalle organizzazioni non lucrative di utilità sociale di cui all’art. 10 del decreto legislativo n. 460/1997, dalle organizzazioni di volontariato iscritte nei registri di cui all’art. 6 della legge n. 266/1991 e dalle associazioni di promozione sociale iscritte nei registri previsti dall’art. 7 della legge n. 383/2000;
  • 31 dicembre 2025 dalle persone fisiche, al di fuori dell’esercizio di attività d'impresa, arte o professione, per interventi su edifici composti da due a quattro unità immobiliari distintamente accatastate, posseduti da un unico proprietario o in comproprietà da più persone fisiche, con una progressiva diminuzione della percentuale di detrazione (110% per le spese sostenute entro il 31 dicembre 2023; 70% per le spese sostenute entro il 31 dicembre 2024; 65% per le spese sostenute entro il 31 dicembre 2025);
  • 31 dicembre 2025 dai condomìni, con una progressiva diminuzione della percentuale di detrazione (110% per le spese sostenute entro il 31 dicembre 2023; 70% per le spese sostenute entro il 31 dicembre 2024; 65% per le spese sostenute entro il 31 dicembre 2025).

L’Amministrazione finanziaria, in realtà, dopo la pubblicazione della circolare, si è affrettata a correggere un refuso che ha spiazzato molti e creato nuova confusione.

Nella prima versione, pubblicata a pagina 6, prima riga, l’Agenzia aveva affermato che, per effetto delle modifiche intervenute, il Superbonus si applicava alle spese sostenute entro il 30 settembre 2022 per gli interventi effettuati su unità immobiliari dalle persone fisiche al di fuori dell'esercizio di attività di impresa, arte o professione, ovvero per le spese entro il 31 dicembre 2022, a condizione che alla data del 30 settembre 2022 siano stati effettuati interventi per almeno il 30% dell’intervento complessivo; la data iniziale del 30 settembre 2022 è stata immediatamente modificata dall’Amministrazione, con la data del 30 giugno 2022, e il documento iniziale è stato sostituito il 24 giugno 2022.

Come era facile immaginare i problemi si sono creati da subito perché i tecnici e gli esperti si sono interrogati sulla possibilità di presentare la comunicazione di inizio lavori asseverata (Cilas) dopo la data del 30 giugno 2022.

Secondo alcuni la modifica è dovuta ad un cambio di posizione delle Entrate, con la conseguenza che per la presentazione della Cilas la scadenza resta fissata al 30 giugno 2022 e che la proroga al 31 dicembre 2022 può essere utilizzata soltanto dai contribuenti per lavori avviati entro il 30 giugno 2022 ma che al 30 settembre 2022 avranno raggiunto il 30% dell’intervento complessivo.

La correzione del refuso è dovuta al fatto che i commi 1 e 4 dell’art. 119 del decreto Rilancio indicano espressamente la data del 30 giugno 2022 quale scadenza ‘naturale’ della detrazione maggiorata per le persone fisiche mentre la condizione del 30% dell’intero intervento al 30 settembre prossimo è presente nel comma 8-bis dello stesso articolo 119.

Il comma 8-bis dispone che ‘per gli interventi effettuati su unità immobiliari dalle persone fisiche di cui al comma 9, lettera b), la detrazione del 110% spetta anche per le spese sostenute entro il 31 dicembre 2022, a condizione che alla data del 30 settembre 2022 siano stati effettuati lavori per almeno il 30% dell’intervento complessivo (...).

Essendo la norma a prevalere, è probabile che l’Agenzia abbia indicato correttamente la scadenza del 30 giugno, correggendo quella errata del 30 settembre che, in realtà, non esiste. Scadenza del 30 giugno, dunque, quale scadenza naturale per la fattispecie indicata. Sempre le Entrate hanno ricordato, poi, che è possibile fruire della maxi detrazione anche per le spese che saranno sostenute entro il prossimo 31 dicembre, a patto che sia rispettata la condizione che, entro il 30 settembre 2022, siano eseguiti almeno il 30% dei lavori complessivi nel cui computo possono non essere considerati i lavori non agevolati al 110%.

Affinché ogni lettore interessato possa concentrare la propria analisi su aspetti di personale interesse, essendo il documento di ampia portata, ci limitiamo a riportare per sommi capi l’indice:

  • Soggetti che possono fruire del Superbonus;
  • Edifici interessati;
  • Tipologie di interventi;
  • Spese ammesse alla detrazione;
  • Opzione per lo sconto in fattura o per la cessione del credito in alternativa alle detrazioni;
  • Adempimenti procedurali.


(Vedi circolare n. 23 del 2022)

Istituzione del codice tributo per il versamento dell’imposta sostitutiva dovuta ai sensi dell’art. 110, comma 8-quater del decreto Agosto

Con la risoluzione n. 31/E del 24 giugno 2022 l’Agenzia delle Entrate ha istituito il codice tributo per il versamento, tramite modello F24, dell’imposta sostitutiva dovuta ai sensi dell’articolo 110, comma 8-quater, del decreto legge Agosto (Dl n. 104 del 14 agosto 2020).

Ci riferiamo alla norma in materia di rivalutazione generale dei beni d’impresa e delle partecipazioni 2020.

La deduzione ai fini Irap del maggior valore imputato alle attività immateriali le cui quote di ammortamento sono deducibili in misura non superiore ad un diciottesimo del costo o del valore, è effettuata, in ogni caso, in misura non superiore, per ciascun periodo d’imposta, a un cinquantesimo di detto importo.

Il comma 8-quater ha previsto la possibilità di effettuare la deduzione del maggior valore imputato in misura non superiore, per ciascun periodo d’imposta, a un diciottesimo di detto importo, mediante il versamento di un’imposta sostitutiva dell’Irap e di eventuali addizionali nella misura corrispondente a quella stabilita dall’articolo 176, comma 2-ter, del Tuir, al netto dell’imposta sostitutiva determinata ai sensi del comma 4 dello stesso articolo 110 del decreto Agosto, da effettuarsi alle condizioni ivi previste.

Per consentire il versamento della suddetta imposta sostitutiva l’Agenzia delle Entrate ha istituito il seguente codice tributo:

  • ‘1862’ denominato ‘IMPOSTA SOSTITUTIVA SUL MAGGIOR VALORE ATTRIBUITO ALLE ATTIVITÀ' IMMATERIALI - art. 110, comma 8-quater del decreto legge 14 agosto 2022 n. 104’.


(Vedi risoluzione n. 31 del 2022)

Codici tributo per l’utilizzo delle agevolazioni previste dall’art. 57, comma 6, del decreto legge ‘Agosto’ a favore delle imprese e dei professionisti localizzati nella zona franca urbana

Il decreto legge ‘Agosto’, all’articolo 57, ha modificato le disposizioni relative alle agevolazioni a favore delle imprese e dei professionisti localizzati nella zona franco urbana istituita ai sensi dell’art. 46 del decreto legge n. 50/2017 nei comuni delle regioni Lazio, Umbria, Marche e Abruzzo colpiti dagli eventi sismici che si sono susseguiti a partire dal 24 agosto 2016.

L’articolo 57, comma 6, ha disposto, in particolare, la proroga per gli anni 2021 e 2022 del periodo di fruizione delle agevolazioni già concesse ai beneficiari dei precedenti bandi e per estendere le agevolazioni alle imprese e ai professionisti che avviano una nuova attività economica all’interno della zona franca urbana entro il 31 dicembre 2021.

Il Ministero dello Sviluppo economico comunica telematicamente all’Agenzia delle Entrate i dati identificativi di ciascun beneficiario, compreso il relativo codice fiscale, nonché l’importo dell’agevolazione concessa e le eventuali revoche.

Ciascun beneficiario può visualizzare l’ammontare dell’agevolazione fruibile in compensazione tramite il proprio cassetto fiscale.

Per consentire l’utilizzo in compensazione delle suddette agevolazioni, l’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 32/E del 24 giugno 2022, ha istituito il codice tributo ‘Z165’ denominato ‘ZFU CENTRO ITALIA - Agevolazioni alle imprese e ai titolari di reddito da lavoro autonomo per riduzione versamenti (anno 2022) - art. 57, comma 6, del decreto legge n. 104/2020’.

Il documento di prassi amministrativa provvede, inoltre, a ridenominare il codice tributo ‘Z164’ istituito per consentire l’utilizzo in compensazione dell’agevolazione in parola, a valere sullo stanziamento per l’annualità 2021. La nuova ridenominazione è la seguente: ‘ZFU CENTRO ITALIA - Agevolazioni alle imprese e ai titolari di reddito da lavoro autonomo per riduzione versamenti (anno 2021) - art. 57, comma 6, del decreto legge n. 104/2020’.


(Vedi risoluzione n. 32 del 2022)

Causali contributo interessate dal trasferimento ad Inps della funzione previdenziale svolta dalla gestione sostitutiva dell’Assicurazione Generale Obbligatoria dell’INPGI

L’ultima legge di Bilancio ha trasferito l’Istituto nazionale di previdenza dei giornalisti italiani ‘Giovanni Amendola’ (INPGI) sotto il cappello dell’Inps.

Al fine di garantire la continuità gestionale e amministrativa alle funzioni attualmente esercitate dall’INPGI, e in attesa della compiuta integrazione con l’Inps, l’Istituto ha chiesto che, a decorrere dal 1°luglio 2022, le causali contributo relative alle funzioni oggetto di trasferimento, ad oggi riferite ad INPGI, vengano in parte trasferite nella competenza di Inps e in parte soppresse in quanto non più utilizzate da Inps.

Tanto premesso, l’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 33/E del 30 giugno 2022, ha disposto, a decorrere dal prossimo 1°luglio, il trasferimento nella competenza di Inps di una serie di causali contributo. La stessa risoluzione ha disposto la soppressione di tre causali contributo istituite con la risoluzione n. 127/E/2010.


(Vedi risoluzione n. 33 del 2022)

Misure urgenti per contrastare gli effetti economici e umanitari della crisi ucraina (c.d. decreto Ucraina) - Contributo straordinario contro il caro bollette

PREMESSA

Il decreto legge ‘Ucraina’ (Dl n. 21 del 21 marzo 2022) ha previsto l’applicazione di un contributo una tantum a carico degli operatori del settore energetico. Il contributo è dovuto sull’extragettito ovvero sull’incremento del saldo tra le operazioni attive e passive Iva, risultanti dalla Comunicazione delle liquidazioni periodiche Iva (LIPE) del periodo dal 1°ottobre 2021 al 30 aprile 2022, rispetto al saldo delle medesime operazioni del periodo dal 1°ottobre 2020 al 30 aprile 2021.

Il contributo solidaristico è stabilito nella misura del 25% dell’anzidetto incremento e si applica se questo è superiore al 10% e ad euro 5 mila.

Ricordiamo che il contributo è liquidato e versato per un importo pari al 40%, a titolo di acconto, entro il 30 giugno 2022 e per la restante parte, a saldo, entro il 30 novembre 2022, con le modalità di cui all’articolo 17 del decreto legislativo n. 241/1997 e utilizzando i codici tributo istituiti con la risoluzione n. 29/E/2022.

Il Direttore dell’Agenzia delle Entrate, con il provvedimento del 17 giugno 2022, ha definito gli adempimenti, anche dichiarativi, e le modalità di pagamento del contributo.

Numerose associazioni di categoria hanno chiesto chiarimenti circa l’applicazione del contributo in parola; l’Agenzia delle Entrate, con la circolare n. 22/E del 23 giugno 2022, ha fornito risposte ai quesiti di seguito illustrati.

AMBITO SOGGETTIVO

Quali soggetti sono tenuti ad applicare il contributo straordinario previsto dall’art. 37 del decreto legge n. 21/2022?

Sono tenuti a corrispondere il contributo straordinario i soggetti che esercitano nel territorio dello Stato, per la successiva vendita dei beni, l’attività di produzione di energia elettrica, coloro che esercitano l’attività di produzione di gas metano o di estrazione di gas naturale, i soggetti rivenditori di energia elettrica, di gas metano e di gas naturale e i soggetti che producono, distribuiscono e commerciano prodotti petroliferi nonché coloro che importano, per la successiva rivendita, energia elettrica, gas naturale o gas metano e prodotti petroliferi.

Il contributo grava sui soggetti, stabiliti o meno in Italia che esercitano nel nostro territorio una o più delle attività sopra indicate e riconducibili ai seguenti codici ATECO:

  • 06.20.00 Estrazione di gas naturale;
  • 19.20.10 Raffinerie di petrolio;
  • 19.20.20 Preparazione o miscelazione di derivati del petrolio;
  • 19.20.30 Miscelazione di gas petroliferi liquefatti (GPL) e loro imbottigliamento;
  • 19.20.90 Fabbricazione di altri prodotti petroliferi raffinati;
  • 35.11.00 Produzione di energia elettrica;
  • 35.14.00 Commercio di energia elettrica;
  • 35.21.00 Produzione di gas;
  • 35.23.00 Commercio di gas distribuito mediante condotte;
  • 46.71.00 Commercio all’ingrosso di prodotti petroliferi e lubrificanti per autotrazione, di combustibili per riscaldamento;
  • 47.30.00 Commercio al dettaglio di carburante per autotrazione.

Non sono tenuti al pagamento del contributo solidaristico i soggetti che svolgono attività di organizzazione e gestione di piattaforme per lo scambio dell’energia elettrica, del gas, dei certificati ambientali e dei carburanti.

I soggetti che hanno iniziato ex novo l’attività successivamente al 30 aprile 2021 rientrano nell’ambito applicativo dell’articolo 37 del decreto Ucraina? E i soggetti che hanno iniziato l’attività tra il 1°ottobre 2020 e il 30 aprile 2021 (ad esempio, il 1°gennaio 2021)?

Il contributo una tantum si applica alla variazione del saldo relativo al periodo 1°ottobre 2021 - 30 aprile 2022 rispetto al saldo relativo al periodo 1°ottobre 2020 - 30 aprile 2021. Coloro che hanno iniziato l’attività dopo il 30 aprile 2021 sono esclusi dal prelievo, dal momento che non svolgevano l’attività nel periodo considerato.

Chi, invece, ha iniziato l’attività nel corso del primo periodo di riferimento (1°ottobre 2020 - 30 aprile 2021), ad esempio il 1°gennaio 2021, deve versare il contributo. Nel caso citato, ad esempio, si dovranno prendere come termine di confronto i dati desumibili dalle LIPE relative al periodo 1°gennaio 2021 - 30 aprile 2021 e raffrontarli con i dati relativi al periodo 1°gennaio 2022 - 30 aprile 2022, facendo riferimento ai dati dei registri Iva.

Per inizio di attività si intende il momento in cui il soggetto acquisisce la soggettività passiva ai fini Iva, ossia il momento di apertura della partita Iva, accompagnata dallo svolgimento di attività preparatorie finalizzate alla costituzione delle condizioni di inizio effettivo dell’attività tipica, a prescindere dall’effettiva realizzazione di operazioni attive.

BASE IMPONIBILE

Come si determina la base imponibile per i soggetti passivi che liquidano l’Iva con periodicità trimestrale?

La base imponibile del contributo è costituita dall’incremento del saldo tra le operazioni attive e le operazioni passive, riferito al periodo dal 1°ottobre 2021 al 30 aprile 2022, rispetto al saldo del periodo dal 1°ottobre 2020 al 30 aprile 2021.

Ai fini del calcolo dei saldi, si considera il totale delle operazioni attive, al netto dell’Iva, e il totale delle operazioni passive, al netto dell’Iva, indicato nelle Comunicazioni dei dati delle liquidazioni periodiche Iva (LIPE), riferite ai relativi periodi di riferimento.

Per i soggetti passivi che liquidano l’Iva con periodicità trimestrale, le operazioni attive e passive relative ai mesi di aprile 2021 e di aprile 2022 concorrono alla formazione della base imponibile per un importo pari all’ammontare complessivo delle operazioni attive e passive, al netto dell’Iva, annotate con riferimento alle medesime mensilità nei corrispondenti registri.

Chi esercita anche attività diverse da quelle previste dall’art. 37 del decreto Ucraina determina i saldi considerando comunque l’intero importo delle operazioni attive e passive desumibili dalle LIPE?

Qualora il soggetto svolga molteplici attività, di cui solo una rientrante in quelle indicate nell’elenco sopra riportato, il dato a cui fare riferimento per verificare se il contributo straordinario sia dovuto e per la quantificazione della base imponibile è costituito dal complessivo importo delle operazioni attive e passive, al netto dell’Iva, desumibile dalle LIPE relative ai periodi 1°ottobre 2020 - 30 aprile 2021 e 1°ottobre 2021 - 30 aprile 2022.

In base alla norma, i dati riportati nelle LIPE non possono essere emendati ma devono essere assunti nella loro interezza, fermo restando che deve trattarsi di operazioni rilevanti ai fini Iva.

Considerato, quindi, che nel totale delle operazioni attive indicato nelle LIPE confluiscono anche le operazioni non soggette a Iva per carenza del presupposto territoriale, la circolare ritiene che le stesse debbano essere escluse dal calcolo dei saldi ai fini della determinazione della base imponibile del contributo di cui trattasi, al pari di quelle prive degli altri presupposti applicativi dell’Iva.

Chi importa e rivende prodotti petroliferi, ai fini del calcolo dei saldi rilevanti per la determinazione della base imponibile, può ridurre l’ammontare delle operazioni attive riportate nelle LIPE dell’importo della relativa accisa?

Dal momento che il combinato normativo previsto dai commi 2 e 3 dell’art. 37 del decreto Ucraina fa espresso riferimento, ai fini del calcolo della base imponibile del contributo straordinario, al totale delle operazioni attive e passive indicate nella LIPE per i periodi 1°ottobre 2020 - 30 aprile 2021 e 1°ottobre 2021 - 30 aprile 2022, senza prevedere esclusioni, si ritiene che la norma non consenta correzioni degli importi evidenziati nelle LIPE prese in considerazione.

GRUPPO IVA

Nel caso di soggetti che partecipano a un Gruppo Iva, chi è tenuto al pagamento del contributo straordinario ? Come si determina la base imponibile ?

Il contributo straordinario è a carico di ciascuno dei soggetti che abbiano aderito ad un Gruppo Iva, purché questi esercitino singolarmente una o più delle attività rientranti nell’elenco visto sopra. Il Gruppo Iva, infatti, non è qualificabile come soggetto interessato direttamente dal contributo straordinario, che è invece rivolto ai singoli partecipanti per cui siano verificati i presupposti.

La verifica circa la debenza del contributo e la determinazione dello stesso, nell’ipotesi di partecipazione al Gruppo Iva, richiede, tuttavia, adempimenti ulteriori rispetto a quelli previsti per la generalità dei contribuenti, dal momento che, ai fini Iva:

  • sono irrilevanti le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate tra soggetti appartenenti al Gruppo Iva;
  • sono rilevanti e si considerano effettuate dal Gruppo Iva le cessioni di beni e le prestazioni di servizi rese da un soggetto partecipante al Gruppo nei confronti di un soggetto che del Gruppo non fa parte;
  • tutti gli obblighi dichiarativi sono assolti dal Gruppo stesso, che si occupa, quindi, anche di presentare le LIPE, che riepilogano tutte le attività riferibili all’unico soggetto ‘Gruppo Iva’.

Ciò posto, al fine di verificare se il contributo straordinario sia dovuto ed al fine di quantificare lo stesso, ciascun soggetto interessato che partecipi a un Gruppo IVa, di fatto, ricostruisce, per i periodi 1°ottobre 2020 - 30 aprile 2021 e 1°ottobre 2021 - 30 aprile 2022, le LIPE che avrebbero dovuto essere autonomamente presentate nell’ipotesi di mancata adesione al Gruppo.

Ai fini della ricostruzione delle ‘LIPE virtuali’ devono essere considerate tutte le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate o acquisite dal soggetto partecipante al Gruppo Iva, ossia:

  • tutte le cessioni di beni e le prestazioni di servizi, rese a soggetti esterni al Gruppo Iva, per cui sia stata emessa una fattura dal Gruppo;
  • tutte le cessioni di beni e le prestazioni di servizi rese nei confronti di altri membri del Gruppo Iva; per tali operazioni - non rilevanti ai fini Iva e pertanto non confluite nelle LIPE presentate dal Gruppo medesimo - occorre fare riferimento ai documenti emessi dal singolo soggetto appartenente al Gruppo ed annotati in contabilità generale.

Qualora dal confronto tra le ‘LIPE virtuali’ dei due periodi emerga uno scostamento pari o superiore al 10% e di ammontare superiore a 5 milioni di euro, la società deve calcolare il contributo dovuto, applicando a tale scostamento l’aliquota del 25%.


(Vedi circolare n. 22 del 2022)

Codici tributo per l’utilizzo in compensazione dei crediti d’imposta per l’acquisto di veicoli non inquinanti

L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 82/E del 23 settembre 2019, ha istituito i codici tributo ‘6903’ e ‘6904’ per consentire l’utilizzo in compensazione dei crediti d’imposta previsti dalla legge di Bilancio 2019, in relazione all’acquisto di veicoli nuovi, rispettivamente di categoria M1 e di categoria da L1 a L7 elettrici o ibridi.

Successivamente il codice tributo ‘6903’ è stato ridenominato dalla risoluzione n. 61/E/2021, per consentire l’utilizzo in compensazione del credito d’imposta di cui alla legge di Bilancio 2021, con riferimento all’acquisto di veicoli nuovi di categoria N1 e M1 speciali.

In seguito il Dpcm 6 aprile 2022 ha stabilito incentivi per l’acquisto di veicoli non inquinanti per ciascuno degli anni dal 2022 al 2024, nella misura e alle condizioni ivi indicate.

In particolare l’articolo 2 del citato Dpcm ha disciplinato incentivi per veicoli delle categorie M1, da L1 a L7 elettrici e non elettrici, N1 e N2 elettrici.

Il contributo viene corrisposto all’acquirente dal venditore, mediante compensazione col prezzo di acquisto; le imprese costruttrici o importatrici del veicolo nuovo rimborsano al venditore l’importo del contributo e recuperano tale importo quale credito d’imposta, utilizzabile esclusivamente in compensazione, presentando il mod. F24 esclusivamente tramite i servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate.

Pertanto, con una nota del 24 maggio 2022, la Direzione generale per la politica industriale, l’innovazione e le piccole e medie imprese del Mise, al fine di consentire la compensazione tramite mod. F24 anche dei crediti d’imposta per l’acquisto di veicoli di categoria da L1e a L7e non elettrici e per l’acquisto di veicoli della categoria N2 elettrici ha chiesto la ridenominazione dei codici tributo ‘6904’ e ‘6903’.

L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 30/E del 23 giugno 2022, ha ridenominato i seguenti codici tributo:

  • ‘6903’: ‘ECO-BONUS VEICOLI CAT. M1, N1, M1 speciali e N2 elettrici - Recupero del contributo statale sotto forma di credito d’imposta - art. 1, comma 1031 L. n. 145/2018, art. 1, comma 657 L. n. 178/2020 e art. 2, comma 1, lettera f) del Dpcm 6 aprile 2022’;
  • ‘6904’: ‘ECO-BONUS VEICOLI CAT. L1e/L7e, elettrici, ibridi e non elettrici - Recupero del contributo statale sotto forma di credito d’imposta - art. 1, comma 1057 L. n. 145/2018 e art. 2, comma 1, lettera d) del Dpcm 6 aprile 2022’.


(Vedi risoluzione n. 30 del 2022)

Istituzione dei codici tributo per il versamento del contributo straordinario contro il caro bollette

L’articolo 37 del decreto legge ‘Taglia-prezzi’ (Dl n. 21/2022) ha istituito un contributo straordinario a carico degli operatori del settore energetico che esercitano nel territorio dello Stato, per la successiva vendita, l’attività di produzione di energia elettrica o di gas metano, di estrazione di gas naturale, di rivendita di energia elettrica, di gas metano e di gas naturale o di produzione, distribuzione e commercio di prodotti petroliferi.

L’extragettito a carico di queste società è stato pensato per contenere gli aumenti dei prezzi e delle tariffe del settore energetico a carico delle imprese e delle famiglie.

Il contributo va versato nella misura del 40%, a titolo di acconto, entro il prossimo 30 giugno e, per la restante parte, a saldo, entro il 30 novembre 2022.

Il Direttore dell’Agenzia delle Entrate, con il provvedimento del 17 giugno 2022, ha definito gli adempimenti, anche dichiarativi, e le modalità di versamento del contributo.

Per consentire il versamento, tramite il modello F24, del contributo in parola l’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 29/E del 20 giugno 2022, ha istituito i seguenti codici tributo:

  • ‘2710’ denominato ‘Contributo straordinario contro il caro bollette - ACCONTO - art. 37, comma 1, del decreto legge n. 21/2022’;
  • ‘2711’ denominato ‘Contributo straordinario contro il caro bollette - SALDO - art. 37, comma 1, del decreto legge n. 21/2022’;
  • ‘1939’ denominato ‘Contributo straordinario contro il caro bollette - INTERESSI - art. 37, comma 1, del decreto legge n. 21/2022’;
  • ‘8939’ denominato ‘Contributo straordinario contro il caro bollette - SANZIONE - art. 37, comma 1, del decreto legge n. 21/2022’.


(Vedi risoluzione n. 29 del 2022)

Indirizzi operativi e linee guida per il 2022 sulla prevenzione e contrasto all’evasione fiscale, nonché sulle attività relative al contenzioso tributario, alla consulenza e ai servizi ai contribuenti

La necessità di fronteggiare la crisi economica dovuta anche alla pandemia ha costretto l’Agenzia delle Entrate a fornire, con tempestività, nuovi servizi ai contribuenti ed ora a lavorare per ridurre l’evasione fiscale e le frodi. A tal fine l’Agenzia si adopera alacremente al fine di favorire la compliance con i contribuenti aumentando il personale dedicato, potenziando le infrastrutture tecnologiche e l’interoperabilità delle banche dati.

Tale impostazione è del resto coerente con gli obiettivi del Pnrr riferiti alla ‘Riduzione del tax gap’ secondo due direttrici: rafforzamento dei meccanismi di incentivazione alla compliance e potenziamento dell’attività di controllo, anche attraverso una migliore selezione delle posizioni da accertare.

L’attività dell’Amministrazione finanziaria sarà tesa anche ad individuare i fenomeni di frode che hanno comportato l’indebita appropriazione di risorse destinate a fronteggiare la crisi. I controlli si concentreranno, in primis, nei confronti dei contribuenti ad elevata pericolosità fiscale e verso coloro che pongono in essere schemi frodatori, anche attraverso l’utilizzo indebito di crediti d’imposta ovvero la percezione di contributi a fondo perduto non spettanti.

Di particolare importanza sono le novità contenute nella legge di Bilancio 2022 che ha previsto l’introduzione di misure urgenti per contrastare comportamenti fraudolenti e consolidare le misure poste a presidio della cessione e fruizione dei bonus edilizi, in particolare del Superbonus agevolato al 110%.

Nello svolgimento delle attività istruttorie le strutture operative delle Entrate assicureranno l’applicazione generalizzata del contraddittorio preventivo, privilegiando, ove possibile, il confronto a distanza. Le attività saranno improntate all’individuazione delle forme più insidiose di frodi ed evasioni.

Sul fronte dei servizi ai contribuenti l’Agenzia è protesa a semplificare gli adempimenti fiscali e a favorire la tax compliance. Si impegna, inoltre, a trattare tempestivamente le istanze dei contribuenti per il riconoscimento dei rimborsi e dei contributi a fondo perduto.

L’Agenzia delle Entrate, con la circolare n. 21/E del 20 giugno 2022, fissa gli indirizzi operativi e le linee guida delle attività per il 2022. Le tematiche trattate nel documento di prassi amministrativa sono articolate in tre sezioni, dedicate alle seguenti aree: prevenzione, contrasto e contenzioso tributario; consulenza; servizi ai contribuenti. Nelle sezioni vengono forniti indirizzi per lo svolgimento di azioni operative, distinte tra:

  • attività di prevenzione e promozione dell’adempimento spontaneo;
  • attività di controllo fiscale finalizzata alla riduzione dei rischi di evasione/elusione;
  • attività di consulenza atte a garantire il presidio dell’attività di interpretazione delle norme tributarie, mediante l’emanazione di circolari, risoluzioni e risposte ad interpelli/consulenze giuridiche;
  • attività di servizi e assistenza ai contribuenti nelle aree fiscali, catastali e stima dei beni immobili, nonché nell’elaborazione di statistiche e quotazioni immobiliari utili ad orientare i cittadini nella determinazione dei valori di compravendita dei beni immobili.

L’Amministrazione finanziaria intende offrire ai contribuenti servizi online nuovi e potenziare quelli esistenti affinché si riduca la necessità di recarsi fisicamente presso gli uffici. Il nuovo modello di accoglienza è caratterizzato da accessi concordati, previo appuntamento. Dallo scorso febbraio è attivo il nuovo servizio di videocall che consente ai contribuenti di confrontarsi con un esperto delle Entrate tramite computer o smarphone. L’Agenzia ha deciso anche di potenziare l’assistenza telefonica per soddisfare un maggior numero di utenti. Nel tempo i servizi online e videocall prenderanno il posto di quelli erogati via email o Pec, attivati durante la pandemia. Le direzioni regionali delle Entrate dovranno promuovere l’attivazione dei nuovi servizi presso tutte le strutture territoriali e assicurare un congruo numero di appuntamenti tenendo conto delle richieste dei cittadini.

Anche a termine dello stato di emergenza l’offerta di servizi agili resta una delle modalità con cui i cittadini potranno rivolgersi all’Amministrazione finanziaria e ricevere assistenza. In una logica di semplificazione e trasparenza le Entrate puntano a promuovere il canale telematico e a garantire massima accessibilità ai servizi, anche attraverso gli strumenti più colloquiali, come il telefono, per consentire anche a coloro che non sono abili con gli strumenti informatici, di soddisfare le proprie esigenze. A differenza delle e-mail o della Pec i servizi agili garantiscono maggiore efficienza e celerità nella trattazione delle pratiche. Gli uffici dovranno invitare i cittadini ad inviare documenti e istanze utilizzando il servizio ‘Consegna documenti e istanze’.

Sempre con l’intento di potenziare i servizi online, la circolare prevede la possibilità di utilizzare la procura per presentare la dichiarazione precompilata in nome e per conto del delegante impossibilitato. Attraverso il web sarà possibile registrare contratti di comodato d’uso gratuito e contratti preliminari di compravendita. Successivamente seguiranno altre tipologie di atti. Il software messo a disposizione dall’Agenzia, consentirà una rapida compilazione della richiesta di registrazione. La procedura assisterà l’interessato nel calcolo delle imposte dovute e delle eventuali sanzioni in caso di ritardo nella registrazione dell’atto.

Attraverso il canale telematico sarà possibile effettuare la completa trattazione delle comunicazioni di irregolarità e delle cartelle di pagamento derivanti dal controllo automatizzato delle dichiarazioni. L’utente avrà la possibilità di interfacciarsi con un impiegato delle Entrate senza la necessità di recarsi fisicamente in ufficio.

Come anticipato, al fine di immettere liquidità nel tessuto economico del Paese e quindi contribuire alla sua crescita, l’Agenzia intende accelerare il trattamento delle richieste di rimborsi e contributi a fondo perduto. Anche lo sviluppo di processi di semplificazione e digitalizzazione contribuirà al taglio dei tempi di erogazione dei servizi. Grande attenzione sarà riservata alla lavorazione dei rimborsi richiesti attraverso il modello 730, ma anche i rimborsi Iva potranno essere più veloci attraverso la possibilità per le Entrate di ‘interrogare’ direttamente i dati fattura integrati per ottenere la documentazione necessaria alla trattazione della pratica. La lavorazione dei rimborsi dovrà avvenire in modalità tale da limitare il più possibile gli spostamenti fisici dei contribuenti o dei loro rappresentanti.

Al fine di ridurre il tax gap l’Agenzia darà impulso alle comunicazioni per agevolare l’adempimento spontaneo dei contribuenti (c.d. compliance) e alle attività di controllo. Le lettere di invito a mettersi in regola hanno la funzione di segnalare in via bonaria le anomalie riscontrate e consentire ai contribuenti di rimediare ad eventuali errori o dimenticanze senza aggravi. Le comunicazioni saranno supportate da nuovi strumenti di data analysis. Lo sviluppo di analisi del rischio, capacità di selezione e uso delle banche dati permetterà all’Amministrazione finanziaria di concentrare la propria attenzione sui fenomeni a maggior pericolosità fiscale.

Particolare attenzione sarà rivolta alle frodi, attuate attraverso l’uso illegittimo dei crediti d’imposta e all’accesso illegittimo ai contributi a fondo perduto ed ai ristori destinati alle attività economiche fortemente colpite dalle conseguenze economiche legate alla pandemia. Durante tutte le fasi del controllo, ampio spazio verrà dato alle forme di dialogo e confronto con il contribuente. Gli uffici assicureranno il ricorso generalizzato al contraddittorio preventivo, privilegiando gli strumenti online e minimizzando l’impatto sulle attività dei contribuenti.


(Vedi circolare n. 21 del 2022)

Istituzione del codice tributo per l’utilizzo in compensazione del credito d’imposta a favore delle imprese a forte consumo di gas naturale

Il decreto legge Aiuti, all’articolo 4, ha previsto il riconoscimento a favore delle imprese a forte consumo di gas naturale un contributo straordinario sotto forma di credito d’imposta, pari al 10% della spesa sostenuta per l’acquisto del medesimo gas, consumato nel primo trimestre del 2022.

Il suddetto credito d’imposta, entro la fine dell’anno, deve essere utilizzato in compensazione mediante modello F24, oppure va ceduto per intero a terzi.

Per consentire l’utilizzo del credito d’imposta in parola l’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 28/E del 13 giugno 2022, ha istituito il codice tributo ‘6966’ denominato ‘Credito d’imposta a favore delle imprese a forte consumo di gas naturale (primo trimestre 2022) - articolo 15.1, del decreto legge n. 4/2022 (c.d. decreto Aiuti)’.


(Vedi risoluzione n. 28 del 2022)

Aliquote Iva e crediti d’imposta nel settore del gas - chiarimenti

PREMESSA

Per limitare le conseguenze della forte crescita dei prezzi del gas naturale e contrastare le conseguenze economiche frutto anche della guerra in Ucraina il Governo ha emanato: il decreto legge ‘Energia’ (Dl n. 17 del 1°marzo 2022); il decreto legge ‘Ucraina’ (Dl n. 21 del 21 marzo 2022); il decreto legge ‘Aiuti (Dl n. 50 del 17 maggio 2022).

L’Agenzia delle Entrate, con la circolare n. 20/E del 16 giugno 2022, fornisce chiarimenti in merito all’aliquota Iva applicabile alle forniture di gas metano per combustione e per autotrasporto nonché all’ambito applicativo delle agevolazioni fiscali previste a vantaggio delle imprese in relazione alle spese sostenute per il gas consumato.

ALIQUOTA IVA AGEVOLATA NEL SETTORE DEL GAS

Riduzione dell’Iva per il gas metano usato per combustione per usi civili e industriali

Il decreto ‘Energia’ all’articolo 2, comma 1, prevede che le somministrazioni di gas metano utilizzato per usi civili e industriali, contabilizzate nelle fatture emesse per i consumi dei mesi di aprile, maggio e giugno 2022, sono assoggettate all’aliquota Iva del 5%.

Analoga misura era stata introdotta con riferimento all’ultimo trimestre 2021 ed al primo trimestre 2022.

La norma in parola riduce contemporaneamente al 5% l’aliquota Iva applicabile alle somministrazioni di gas metano per combustione per usi civili e industriali, facendo riferimento all’articolo 26, comma 1, del Testo unico delle accise - TUA.

L’aliquota Iva del 5% è applicabile, seppur temporaneamente, alle somministrazioni di gas metano per usi civili e industriali, ordinariamente assoggettate all’aliquota del 10% e a quelle per usi civili e industriali ordinariamente assoggettate all’aliquota del 22%.

Tale agevolazione si applica alle somministrazioni di gas metano per combustione contabilizzate nelle fatture emesse per i consumi relativi ai mesi di aprile, maggio e giugno 2022, sia che essi siano semplicemente stimati sia che si tratti di consumi effettivi.

L’aliquota del 5% trova applicazione anche agli impieghi di gas metano per combustione rientranti nelle destinazioni annoverate tra le esenzioni dal pagamento dell’accisa e a quelli assoggettati ad aliquota ridotta. Non ne beneficiano, invece, le somministrazioni di gas metano impiegato per autotrazione né quello utilizzato per la produzione di energia elettrica.

Riduzione dell’Iva per il gas naturale usato per autotrazione

Il decreto ‘Ucraina’ ha stabilito la riduzione temporanea dell’aliquota Iva applicata al gas naturale usato per autotrazione, fissandola nella misura del 5%.

Tale disposizione trova applicazione a decorrere dal 3 maggio e fino all’8 luglio 2022.

Per individuare il momento di effettuazione di un’operazione e quindi il momento impositivo, agli effetti dell’Iva, con riferimento alle cessioni di gas per autotrazione, la circolare evidenzia che questo coincide con la consegna del bene o con la data di emissione della fattura o del pagamento del corrispettivo, se antecedente alla consegna.

Se, invece, la cessione del gas avviene in esecuzione di contratti di somministrazione, l’effettuazione (e il momento impositivo), ai fini Iva, è individuato all’atto del pagamento del corrispettivo, ovvero, con quello di emissione della fattura, se antecedente al primo.

L’aliquota Iva applicabile alla singola operazione è pari al 5%, qualora la stessa sia effettuata nel periodo indicato, ovvero tra il 3 maggio e l’8 luglio 2022; in caso contrario l’aliquota sale al 22%.

CREDITO D’IMPOSTA PER ‘IMPRESE GASIVORE’ RELATIVO AL PRIMO TRIMESTRE 2022

Ambito soggettivo di applicazione

Il decreto legge Sostegni-ter, all’articolo 15.1, riconosce alle imprese gasivore un contributo straordinario, sotto forma di credito d’imposta per l’acquisto del medesimo gas, consumato nel primo trimestre del 2022, per usi energetici diversi dagli usi termoelettrici.

L’obiettivo della misura è garantire alle imprese a forte consumo di gas naturale una parziale compensazione dei maggiori costi sostenuti a causa dell’eccezionale rialzo dei prezzi del gas naturale.

Sono imprese gasivore quelle che operano in uno dei settori elencati nell’allegato 1 al decreto ‘Aiuti’ e che nel primo trimestre del 2022 hanno consumato gas naturale, per usi energetici, un quantitativo non inferiore al 25% del volume di gas naturale indicato dall’articolo 3, comma 1, del decreto del Ministro della transizione ecologica n. 541/2021.

Per beneficiare del contributo straordinario è inoltre necessario che le imprese abbiano subìto un incremento del prezzo di riferimento del gas naturale, calcolato come media dei prezzi di riferimento del Mercato Infragiornaliero pubblicati dal Gestore dei Mercati Energetici, superiore al 30% del corrispondente prezzo medio riferito all’ultimo trimestre del 2019.

Ambito oggettivo di applicazione

La norma in esame prevede la concessione di un credito d’imposta pari al 10% della spesa sostenuta per l’acquisto di gas naturale.

Ai fini del computo del beneficio fiscale spettante è necessario procedere alla determinazione del totale delle spese sostenute per l’acquisto della componente ‘gas’ nel primo trimestre 2022. Il calcolo della spesa richiede di considerare i costi della componente ‘gas’, ad esclusione di altri oneri accessori, diretti o indiretti, indicati in fattura diversi dalla componente gas. Non concorrono al calcolo della spesa della componente ‘gas’, ad esempio, le spese di trasporto, stoccaggio, distribuzione e misura.

Il beneficio fiscale è destinato a coprire anche le spese sostenute per l’acquisto di gas utilizzato come carburante per motori. L’accesso al beneficio in commento è subordinato all’effettivo utilizzo; ne consegue che sono esclusi dall’agevolazione i soggetti rivenditori, non utilizzatori del gas stesso.

Le imprese che rispettano i requisiti soggettivi e oggettivi hanno diritto ad un credito d’imposta pari al 10% delle spese sopra indicate, indipendentemente dalla data dei relativi pagamenti.

Il credito d’imposta in esame non incide sul calcolo della quota di interessi passivi deducibile dal reddito d’impresa e non rileva ai fini della determinazione della quota di spesa e di altri componenti negativi diversi dagli interessi passivi, deducibile dal reddito d’impresa.

Utilizzo del credito d’imposta

Il credito d’imposta per le imprese gasivore è utilizzabile esclusivamente in compensazione e non può essere chiesto a rimborso. Per consentirne l’utilizzo in compensazione, mediante modello F24, l’Agenzia delle Entrate ha istituito il codice tributo ‘6966’ denominato 'Credito d’imposta a favore delle imprese a forte consumo di gas naturale (primo trimestre 2022) - art. 15.1 del decreto legge 27 gennaio 2022 n. 4’.

Fermo restando l’utilizzo in compensazione entro il 31 dicembre 2022, non trovano applicazione:

  • il limite annuale di 250 mila euro applicabile ai crediti d’imposta agevolati;
  • il limite generale di compensabilità dei crediti d’imposta e contributi previsto per ciascun anno solare e pari a 2 milioni di euro.

È bene ricordare che l’utilizzo in compensazione dei crediti d’imposta di natura agevolativa, come il reddito d’imposta in parola, da indicare nel quadro RU della dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2022, non necessita della preventiva presentazione della dichiarazione dei redditi da cui emergono i crediti stessi. Ne deriva che il credito può essere compensato, anche per importi superiori a 5mila euro annui, senza l’obbligo della preventiva presentazione della dichiarazione dei redditi, con apposto il visto di conformità.

Detto obbligo consente di effettuare la compensazione per importi superiori a 5mila euro annui solo a decorrere dal decimo giorno successivo a quello di presentazione della dichiarazione da cui emergono i crediti, purché sia stato apposto il visto di conformità.

Cumulo dell’agevolazione

Il credito d’imposta in parola è cumulabile con altre agevolazioni ovvero con altre misure di favore insistenti sugli stessi costi ammissibili al credito d’imposta, nel limite massimo rappresentato dal costo sostenuto, tenendo conto, a tal fine, anche del beneficio dato dall’irrilevanza ai fini fiscali del credito d’imposta.

CREDITO D’IMPOSTA PER IMPRESE GASIVORE RELATIVO AL SECONDO TRIMESTRE 2022

Il decreto ‘Energia (Dl n. 17 del 1°marzo 2022) ha previsto, a favore delle imprese a forte consumo di gas naturale, la concessione di un credito d’imposta pari al 25% della spesa sostenuta per l’acquisto del gas naturale, consumato nel secondo trimestre dell’anno 2022, qualora il prezzo di riferimento del gas naturale, calcolato come media, riferita al primo trimestre 2022, dei prezzi di riferimento del Mercato Infragiornaliero pubblicati dal Gestore dei mercati energetici, abbia subìto un incremento superiore al 30% del corrispondente prezzo medio riferito al medesimo trimestre dell’anno 2019.

Tale credito d’imposta, previsto nella misura del 15% della spesa sostenuta per l’acquisto del gas naturale, è stato poi rideterminato nella misura del 20% della stessa ad opera del decreto ‘Ucraina’ e, successivamente, ritoccato al 25% dal decreto legge ‘Aiuti’.

Per consentirne l’utilizzo in compensazione, tramite modello F24, l’Agenzia delle Entrate ha istituito il codice tributo ‘6962’ denominato ‘Credito d’imposta a favore delle imprese a forte consumo gas naturale (secondo trimestre 2022) - Art. 5 del decreto legge 1°marzo 2022 n. 17’.

In assenza di un'esplicita indicazione di legge il termine iniziale di fruizione del credito d’imposta decorre dal momento di maturazione del credito, ossia dalla data in cui risultano verificati i presupposti soggettivo e oggettivo nonché certificativo previsti dalla disciplina agevolativa.

CREDITO D’IMPOSTA A FAVORE DELLE IMPRESE ‘NON GASIVORE’ PER L’ACQUISTO DI GAS NATURALE

A parziale compensazione dei maggiori oneri sostenuti per l’acquisto del gas naturale, il decreto ‘Ucraina’, così come modificato dal decreto ‘Aiuti’, riconosce a favore delle imprese diverse da quelle a forte consumo di gas naturale (c.d. ‘non gasivore’), un contributo straordinario, sotto forma di credito d’imposta, pari al 25% della spesa sostenuta per l’acquisto del medesimo gas, consumato nel secondo trimestre dell’anno 2022, qualora il prezzo di riferimento del gas naturale, calcolato come media, riferita al primo trimestre 2022, dei prezzi di riferimento del Mercato Infragiornaliero pubblicati dal Gestore dei mercati energetici, abbia subìto un incremento superiore al 30% del corrispondente prezzo medio riferito al medesimo trimestre dell’anno 2019.

Tale credito d’imposta è utilizzabile, entro il 31 dicembre 2022, esclusivamente in compensazione e non può essere chiesto a rimborso. Inoltre, non è soggetto al limite annuale di 250mila euro di crediti d’imposta utilizzabili e da indicare nella dichiarazione dei redditi. Parimenti non è soggetto al limite di due milioni di euro innalzato a decorrere dal 1°gennaio 2022.

Sempre il credito d’imposta a favore delle imprese ‘non gasivore’ non concorre alla formazione del reddito d’impresa né della base imponibile dell’Irap e non rileva ai fini della deducibilità degli interessi passivi e della deducibilità delle spese e degli altri componenti negativi diversi dagli interessi passivi. Il credito è tuttavia cumulabile con altre agevolazioni che abbiano ad oggetto i medesimi costi, a patto che tale cumulo non determini il superamento del costo sostenuto.

Con la risoluzione n. 18/E del 14 aprile 2022 l’Agenzia delle Entrate ha istituito il codice tributo ‘6964’ denominato ‘Credito d’imposta a favore delle imprese diverse da quelle a forte consumo gas naturale (secondo trimestre 2022) - Art. 4 del decreto legge n. 21/2022’.

In assenza di una esplicita indicazione normativa il credito d’imposta in parola decorre dal momento di maturazione ossia dalla data in cui risultano verificati i presupposti soggettivo e oggettivo nonché certificativo della disciplina agevolativa in commento.

CEDIBILITA’ DEI CREDITI D’IMPOSTA

L’art. 15.1 del decreto legge Sostegni-ter e gli articoli 9 e 4 del decreto legge Ucraina disciplinano la cessione dei crediti d’imposta per le imprese gasivore - primo trimestre, per le imprese gasivore - secondo trimestre e per le imprese non gasivore - secondo trimestre.

Detti crediti sono utilizzabili entro fine anno e possono essere ceduti, ma solo per intero, ad altri soggetti, compresi gli istituti di credito, senza possibilità di ulteriori cessioni o meglio è possibile effettuare due ulteriori cessioni, dopo la prima, solo a favore di: banche e intermediari finanziari; società appartenenti a un gruppo bancario; imprese di assicurazione autorizzate ad operare in Italia.

In caso di cessione del credito d’imposta, le imprese beneficiarie richiedono il visto di conformità dei dati relativi alla documentazione che attesta la sussistenza dei presupposti che danno diritto ai crediti d’imposta oggetto di cessione.

Il contribuente è tenuto a conservare la documentazione attestante il rilascio del visto di conformità, unitamente ai documenti giustificativi delle spese che danno diritto al credito d’imposta. Il credito d’imposta è usufruito dal cessionario con le stesse modalità con le quali sarebbe stato utilizzato dal soggetto cedente e, comunque, entro la data del 31 dicembre 2022.

In caso di comunicazioni di cessioni che presentano profili di rischio l’Agenzia delle Entrate ha la facoltà di sospendere, per 30 giorni, gli effetti della comunicazione per effettuare le verifiche.

INCREMENTO ALIQUOTE ALTRI CREDITI D’IMPOSTA

Il decreto ‘Aiuti’ ha modificato le aliquote di altri crediti d’imposta. In particolare:

  • Sale dal 12 al 15% l’aliquota del credito d’imposta previsto dal decreto ‘Ucraina’ in favore delle imprese ‘non energivore’, a parziale compensazione delle spese sostenute per l’acquisto di energia elettrica utilizzata nel corso del secondo trimestre 2022.
  • Cresce dal 20 al 50%, la misura del credito d’imposta per gli investimenti nei c.d. ‘beni strumentali immateriali 4.0’, in relazione agli investimenti effettuati a decorrere dal 1° gennaio 2022 e fino al 31 dicembre, ovvero entro il 30 giugno 2023, a condizione che entro il 31 dicembre 2022 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura pari ad almeno il 20% dei costi.
  • il decreto Aiuti incrementa dal 50 al 70% per le piccole imprese e dal 40 al 50% per le medie imprese le aliquote del credito d’imposta ‘formazione 4.0’ per le spese di formazione del personale dipendente finalizzate all’acquisizione o al consolidamento delle competenze nelle tecnologie rilevanti per la trasformazione tecnologica e digitale delle imprese, a condizione che le attività formative siano erogate dai soggetti individuati dal Mise.
  • il decreto Aiuti modifica, per gli anni 2022 e 2023, la misura percentuale e l’ambito oggettivo di applicazione del credito d’imposta per il potenziamento dell’offerta cinematografica’ introdotto dalla c.d. legge cinema, sostituendo, per detto credito, il tetto massimo del 20% degli introiti derivanti dalla programmazione di opere audiovisive con il nuovo tetto massimo del 40% dei costi di funzionamento delle sale cinematografiche.


(Vedi circolare n. 20 del 2022)

Attribuzione del codice fiscale ai minori stranieri non regolari e ai minori stranieri non accompagnati ai fini dell’iscrizione al Servizio Sanitario Nazionale

I minori stranieri presenti sul territorio nazionale, non in regola con le norme relative all’ingresso ed al soggiorno, devono essere iscritti al Servizio Sanitario Nazionale. A prevederlo è l’articolo 63 del Dpcm del 12 gennaio 2017.

La legge n. 47 del 7 aprile 2017 all’articolo 14 ha previsto, inoltre, l’iscrizione obbligatoria e gratuita al Servizio Sanitario Nazionale dei minori stranieri non accompagnati a seguito del loro ritrovamento nel territorio nazionale.

Sulla base di tali disposizioni normative a tutela dei minori stranieri, il codice fiscale è il codice identificativo ritenuto indispensabile per l’iscrizione al SSN a cura delle strutture ASL. L’attribuzione del codice fiscale ai minori stranieri deve avvenire nonostante siano privi di un regolare permesso di soggiorno.

Con la risoluzione n. 25/E del 7 giugno 2022 l’Agenzia delle Entrate fornisce le indicazioni operative agli Uffici periferici per uniformare il comportamento in presenza di minore sprovvisto di codice fiscale.

Spetta all’ASL, tenuta all’iscrizione al SSN dei minori stranieri, presentare richiesta agli Uffici delle Entrate di attribuzione del codice fiscale a favore di questi ragazzi attraverso il modello anagrafico AA4/8.

L’Ufficio delle Entrate che riceve la domanda deve acquisire agli atti l’eventuale documentazione prodotta dalla ASL ed effettuare preventivamente la ricerca del soggetto negli archivi dell’Anagrafe Tributaria; ciò al fine di verificare che il minore non sia già titolare di un codice fiscale.

Generato il codice fiscale, l’Ufficio lo comunica all’ASL richiedente alla quale spetterà il compito di comunicare il codice fiscale a chi ha la responsabilità genitoriale del minore o al responsabile della struttura di prima accoglienza.


(Vedi risoluzione n. 25 del 2022)

Istituzione del codice tributo per l’utilizzo del credito d’imposta a favore delle imprese di produzione dei videogiochi

La legge n. 220/2016 ha previsto un credito d’imposta a favore delle imprese di produzione cinematografica e audiovisiva in misura non inferiore al 15% e non superiore al 40% del costo complessivo di produzione di opere cinematografiche e audiovisive.

Il ministero della Cultura, di concerto con quello dell’Economia, ha emanato il decreto del 12 maggio 2021 che ha disciplinato le modalità applicative di questo credito d’imposta.

L’articolo 8 stabilisce che lo stesso sia utilizzabile esclusivamente in compensazione, presentando il mod. F24 esclusivamente tramite i servizi telematici delle Entrate, pena il rifiuto dell’operazione di versamento.

Entro il giorno 5 di ciascun mese la Direzione generale Cinema e audiovisivo del ministero della Cultura comunica telematicamente alle Entrate i dati dei soggetti ai quali, nel mese precedente, è stato riconosciuto il credito d’imposta in parola con i relativi importi, nonché le eventuali variazioni, revoche e cessioni intervenute o accettate.

Per consentire l’utilizzo in compensazione, tramite modello F24, del suddetto credito d’imposta l’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 26/E dell’8 giugno 2022, ha istituito il seguente codice tributo: ‘6977’ denominato ‘Credito d’imposta a favore delle imprese di produzione dei videogiochi - Art. 15 della legge 14 novembre 2016 n. 220’.


(Vedi risoluzione n. 26 del 2022)

Codice tributo per il versamento dell’imposta immobiliare sulle piattaforme marine (IMPi)

Il decreto legge n. 124/2019 ha istituito, a decorrere dall’anno 2020, l’imposta immobiliare sulle piattaforme marine (IMPi) in sostituzione di ogni altra imposizione immobiliare locale ordinaria sugli stessi manufatti.

L’imposta è pari al 10,6 per mille. Allo Stato è riservata la quota di imposta calcolata applicando l’aliquota del 7,6 per mille.

Un decreto dell’Economia, di concerto con i ministeri dell’Interno, della Difesa e dello Sviluppo economico individua i comuni cui spetta il gettito dell’IMPi. Lo stesso decreto stabilisce i criteri e le modalità di attribuzione e di versamento, nonché la quota del gettito spettante ai municipi individuati.

Recentemente, con il decreto del 28 aprile 2022, il ministero dell’Economia, di concerto con quello dell’Interno, della Difesa e della Transizione ecologica ha individuato i comuni cui spetta il gettito dell’IMPi.

Per consentire il versamento dell’IMPi, mediante il modello F24, a favore dei comuni cui spetta il gettito dell’imposta derivante dall’applicazione dell’aliquota del 3 per mille e le maggiori somme dovute a titolo di imposta, interessi e sanzioni, derivanti dallo svolgimento delle attività di accertamento e riscossione svolte dai comuni, l’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 27/E del 10 giugno 2022, ha istituito i seguenti codici tributo:

  • “3971” denominato “IMPi - Imposta immobiliare sulle piattaforme marine - COMUNE”;
  • “3972” denominato “IMPi - Imposta immobiliare sulle piattaforme marine - INTERESSI DA ACCERTAMENTO - COMUNE”;
  • “3973” denominato “IMPi - Imposta immobiliare sulle piattaforme marine - SANZIONI DA ACCERTAMENTO - COMUNE”;

Resta fermo l’utilizzo del codice tributo già istituito con la risoluzione n. 77/E/2020, per il versamento della quota riservata allo Stato: “3970” denominato “IMPi - Imposta immobiliare sulle piattaforme marine - STATO”.


(Vedi risoluzione n. 27 del 2022)






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